Sentenza n. 276/2026 - Genova, Sezione 2
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 8.5.2025, n. 139.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 8 maggio 2025, n. 139, relativa all'attribuzione della carta del docente per cinque annualità scolastiche
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 8 maggio 2025, n. 139, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad assegnarle la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ciascun anno scolastico, con riferimento alle annualità 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025, oltre interessi o rivalutazione. La ricorrente ha dedotto l'inottemperanza dell'amministrazione. Il Ministero si è costituito senza formulare contestazioni nel merito. Era inoltre decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando l'assenza di contestazioni sostanziali da parte del Ministero e l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Savona entro 60 giorni dalla comunicazione della pronuncia, mediante l'emissione della carta del docente intestata alla ricorrente e l'accredito delle somme relative alle annualità oggetto del giudizio. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con termine di 30 giorni per provvedere in sostituzione dell'amministrazione. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 500 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. n. 669/1996, conv. dalla l. n. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo
Decorso inutilmente il termine dilatorio per l'esecuzione delle sentenze nei confronti delle amministrazioni pubbliche, il giudice amministrativo può ordinare l'ottemperanza e attivare il meccanismo sostitutivo del commissario ad acta.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
oltre a interessi o rivalutazione
La sentenza del giudice del lavoro posta in esecuzione aveva previsto interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione.
Massime di principio
- Quando un'amministrazione non esegue una sentenza divenuta titolo esecutivo, e sia decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di provvedere entro un termine assegnato.
- Nel giudizio di ottemperanza, l'assenza di contestazioni sostanziali dell'amministrazione e la persistente mancata esecuzione del comando giudiziale giustificano l'accoglimento della domanda e l'adozione di prescrizioni puntuali sulle modalità di esecuzione.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, condizionandone l'intervento all'ulteriore inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione e attribuendogli il potere di provvedere in sostituzione dell'amministrazione inadempiente.
- La nomina del commissario ad acta costituisce uno strumento di garanzia dell'effettività del giudicato e può essere accompagnata dall'individuazione di un termine specifico per l'esecuzione sostitutiva.
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