Cassazione Penale, Sentenza n. 17120/2022 del 02/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I quattro ricorrevano avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino (15/07/2020) che, riformando l'assoluzione di primo grado, aveva condannato Morano e Biondino per il capo 2) e Morano, Montalbano e D'Amico per il capo 3), dopo aver riqualificato le originarie contestazioni (concussione/induzione) negli artt. 110, 56 e 319‑quater c.p. I fatti riguardano - in sintesi - richieste di denaro (20.000 euro e 200.000 euro) riferite alla vicenda della discoteca "Cacao" e rivolte a soggetti legati alla società Kronos S.r.l., per indurre il ritiro o l'interruzione delle iniziative amministrative del consigliere comunale Morano. I ricorrenti contestavano in Cassazione carenze e insufficienze della motivazione di secondo grado, la valutazione della attendibilità dei testi (Barulli, Mautino, Cozzula), la genuinità e utilizzabilità di una registrazione audio e il mancato rispetto dell'onere di motivazione rafforzata richiesto quando l'appello ribalta un'assoluzione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha ritenuto corretta e sufficientemente motivata la ricostruzione della Corte d'appello, in particolare la valutazione unitaria degli elementi probatori (dichiarazioni delle persone offese, riscontri oggettivi, la registrazione tra Cozzula e Biondino) e la spiegazione delle ragioni per cui la sentenza di primo grado è stata ritenuta inattendibile. La Corte ha richiamato i principi sull'obbligo di motivazione rafforzata in caso di riforma peggiorativa, ha escluso travisamento della prova idoneo a disarticolare il ragionamento probatorio e ha considerato utilizzabile la registrazione privata. Il rigetto è stato motivato anche con il principio che le critiche che prospongono una diversa lettura delle prove senza indicare errori logici manifesti o carenze decisive della motivazione sono inammissibili in sede di legittimità.
Norme richiamate
art. 319‑quater c.p.
Norma su cui sono state riqualificate le condotte: induzione indebita ex art. 319‑quater (tentata), valutata dalla Corte come configurabile rispetto agli elementi acquisiti.
art. 317 c.p.
Norma originariamente richiamata (concussione) rispetto alla quale i fatti sono stati successivamente riqualificati; la Corte verifica la congruità della riqualificazione sulla base degli elementi probatori.
art. 110 e art. 56 c.p.
Concorso di persone nel reato (art.110) e tentativo (art.56) nelle diverse imputazioni: la Corte ha valutato il concorso e la partecipazione degli imputati sulla base delle prove.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p.
Norme processuali invocate dai ricorrenti per censurare la motivazione (travísamento della prova e violazione di legge). La Corte le applica per valutare la fondatezza delle doglianze di legittimità; le ritiene infondate per mancata dimostrazione di errori decisivi.
art. 192 c.p.p.
Regola sulla valutazione unitaria degli indizi: la Corte d'appello ha applicato il criterio dell'esame complessivo degli elementi probatori e la Cassazione ha ritenuto corretta tale metodologia.
art. 603, comma 3‑bis c.p.p.
Previsione della rinnovazione istruttoria in appello: la Corte d'appello ha disposto rinnovazioni probatorie ed è stata ritenuta legittima e utile a corroborare le risultanze probatorie.
art. 533 c.p.p.
Richiamato in relazione al canone probatorio "al di là di ogni ragionevole dubbio"; la Cassazione sottolinea che in sede di legittimità non basta evocare genericamente il dubbio, ma occorre contrastare il percorso argomentativo del giudice.
art. 191 c.p.p.
Norma richiamata dalle difese in tema di inutilizzabilità della registrazione; la Corte ha ritenuto invece utilizzabile la registrazione fatta da un privato all'insaputa dell'interlocutore, non qualificabile come intercettazione vietata.
art. 62‑bis c.p. e art. 133 c.p.
Norme rilevanti in tema di attenuanti generiche e precedente carichi: la Corte ha considerato adeguata la motivazione sull'esclusione delle generiche attenuanti, non fondata su sola qualifica politica dell'imputato.
Massime di principio
- Se l'appello di condanna ribalta un'assoluzione di primo grado, il giudice d'appello ha l'obbligo di motivazione "rafforzata": deve confrontare i punti probatori più rilevanti e spiegare perché la valutazione cambia, ma non è richiesto un confronto analitico con ogni singolo passaggio della prima sentenza.
- La valutazione della prova va compiuta in modo unitario (art.192 c.p.p.): singoli indizi contraddittori possono trovare spiegazione se la loro lettura congiunta conduce a una spiegazione univoca e plausibile.
- Una registrazione privata effettuata da un interlocutore all'insaputa dell'altro è in linea di principio utilizzabile come prova, salvo che non emerga un divieto specifico (es. artificioso aggiramento di norme sulle intercettazioni con strumenti forniti dalla polizia giudiziaria).
- In Cassazione non è ammessa una semplice proposta di lettura alternativa delle prove: la censura deve evidenziare vizi di motivazione manifesti, contraddittorietà o travisamenti tali da inficiare l'intero percorso logico‑probatorio.
- La qualità e la condizione della persona offesa costituita parte civile richiedono un vaglio rigoroso, ma la loro dichiarazione può essere ritenuta decisiva se corredata da logica, coerenza e riscontri oggettivi.
- Il richiamo al principio "al di là di ogni ragionevole dubbio" in Cassazione richiede che la difesa indichi, con riferimento alle risultanze acquisite, elementi concreti che giustifichino il dubbio e non solo ipotesi alternative teoriche.
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