Cassazione Penale, Sentenza n. 36386/2023 del 31/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza del 16/09/2022 che confermava la condanna per il reato di ricettazione (art. 648 c.p.). Due motivi: (1) vizio di motivazione per la negazione delle circostanze attenuanti generiche, con la censura che la Corte d'appello avrebbe richiamato inesistente motivazione del giudice di primo grado; (2) violazione di legge per mancato riconoscimento della prescrizione: il ricorrente sostiene che la data consumativa del reato era prossima alla commissione del reato presupposto (furto del carnet di assegni), con conseguente estinzione per prescrizione prima della sentenza di appello.
La decisione
Il primo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: la Corte d'appello ha motivato autonomamente la negazione delle attenuanti generiche richiamando il valore dei beni ricettati e la condotta decettiva/reticente dell'imputato. Il secondo motivo è stato accolto: non essendo stata provata la data di ricezione dell'assegno, alla luce del principio del "favor rei" il momento consumativo è stato fissato in prossimità della data del reato presupposto (assunta il 08/09/2011). Considerata la pena edittale massima (8 anni) e applicando gli artt. 157 e 161 c.p. per il calcolo dei termini, la prescrizione è maturata il 13/05/2022, anteriore alla sentenza di appello del 16/09/2022. Conseguentemente la Corte Suprema ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.
Norme richiamate
art. 648 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di ricettazione; è il capo d'imputazione per il quale Solipano è stato condannato.
art. 157 cod. pen.
Norma richiamata ai fini del calcolo del termine di prescrizione; è stata utilizzata insieme all'art. 161 c.p. per determinare la durata necessaria alla maturazione della prescrizione in relazione alla pena edittale.
art. 161 cod. pen.
Norma richiamata per il computo della prescrizione (sospensioni/interruzioni) ai fini della determinazione della data di estinzione del reato.
Principio del "favor rei" (giurisprudenza consolidata)
Sez. 2, Sentenza n. 44322 del 15/10/2021 (Ceglia); Sez. 2, Sentenza n. 31946 del 09/06/2016 (Minutella); Sez. 2, Sentenza n. 5132 del 20/01/2010 (Gligora)
In mancanza di prova certa della data di acquisizione del bene da parte dell'imputato, per il calcolo della prescrizione del reato di ricettazione si individua il momento consumativo in prossimità della data di commissione del reato presupposto, a favore dell'imputato.
Massime di principio
- Se la data di acquisizione del bene (atto di ricettazione) non è provata, applicare il principio del "favor rei" e far decorrere il termine di prescrizione in prossimità della data del reato presupposto.
- Per determinare se la prescrizione è maturata, calcolare il termine tenendo conto della pena edittale massima, delle norme sul calcolo della prescrizione (es. artt. 157 e 161 c.p.) e degli eventuali atti interruttivi o sospensivi.
- La Corte d'appello deve motivare autonomamente le ragioni per negare circostanze attenuanti generiche; una motivazione che richiami espressamente elementi come il valore dei beni e la condotta decettiva/reticente può essere ritenuta adeguata a respingere la richiesta attenuante.
- Se la prescrizione si è perfezionata prima della pronuncia impugnata, la sentenza di condanna va annullata senza rinvio per estinzione del reato.
- Le doglianze sulla motivazione sono inammissibili quando la decisione di merito mostra argomentazione puntuale e autonoma che giustifichi la statuizione impugnata.
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