Cassazione Penale, Sentenza n. 41475/2024 del 12/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Cedrone ha impugnato l'ordinanza che aveva confermato la misura interdittiva della sospensione dall'incarico pubblico per 12 mesi, disposta dal GIP per gravi indizi in relazione a reati connessi ad appalti (corruzione e turbata libertà degli incanti). Ha dedotto quattro motivi: 1) carenza di legittimazione funzionale rispetto ai delitti contestati (ruolo tecnico non diretto nella stipula degli appalti); 2) assenza di prova della consegna di pen-drive o documenti e della condotta agevolativa nelle intercettazioni; 3) mancanza di prova di una promessa corruttiva o della conoscenza da parte del ricorrente, sostenendo che alcune affermazioni fossero millanterie; 4) assenza delle esigenze cautelari, con particolare riferimento alla non reiterabilità della condotta e alla mancata attualità del pericolo.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse svolto una motivazione puntuale e autonoma, valorizzando un quadro probatorio convergente costituito da intercettazioni ambientali e telefoniche, servizi di osservazione, accertamenti bancari e documentazione sequestrata, nonché il ritrovamento della pen-drive negli uffici della Inver srl. La decisione ha ritenuto provata la triangolazione corruttiva tra funzionari di Anas (tra cui Cedrone), la Inver srl e le società clienti, nonché l'esistenza di utilità promesse o ricevute (promozioni/ricollocamenti). Sull'aspetto della legittimazione funzionale la Corte ha richiamato l'orientamento secondo cui il delitto di corruzione è reato proprio funzionale e non richiede che l'atto dell'ufficio coincida esattamente con le mansioni specifiche; basta l'influenza o l'ingerenza nell'ambito della struttura. Inoltre le esigenze cautelari sono state ritenute attuali e fondate sulla continuità e spregiudicatezza dei rapporti dell'indagato con i mediatori e sull'ottenimento successivo di incarichi nonostante l'indagine. Cedrone è stato condannato al pagamento delle spese e a una somma in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 310 cod. proc. pen.
Norma richiamata per individuare il giudice competen-te del riesame: il Tribunale di Roma era adito ai sensi di tale disposizione.
art. 319 cod. pen.
Articolo evocato come parte della fattispecie corruttiva contestata; la Corte ha ritenuto che le condotte fossero compatibili con le ipotesi di corruzione a fronte di elementi indiziari convergenti.
art. 323 cod. pen.
Articolo richiamato tra le fattispecie relative a reati in materia di corruzione/turbativa; la sentenza applica la nozione di reato proprio funzionale in relazione a quanto contestato.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Richiama il limite formale con cui l'appellante deve enunciare i motivi; la Corte ha verificato che i motivi dedotti rientravano nei limiti consentiti e ne ha valutato il merito procedendo all'esame delle censure.
art. 274, lett. c), cod. proc. pen.
Norma citata in relazione al requisito del pericolo di reiterazione per le misure interdittive: la Corte ha ricordato che l'attualità del pericolo deve fondarsi su dati concreti e oggettivi e ha ritenuto che tali dati sussistessero nel caso concreto.
art. 616 cod. proc. pen.
Dispositivo applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e ad una somma a favore della Cassa delle ammende.
orientamento consolidato della Corte di Cassazione
Principio giurisprudenziale richiamato: il reato di corruzione è un reato proprio funzionale e l'atto di ufficio non deve coincidere necessariamente con le mansioni specifiche del pubblico ufficiale; è sufficiente che la condotta rientri nelle competenze della struttura e che il soggetto possa esercitare una qualche forma di ingerenza, anche di fatto.
Massime di principio
- La legittimazione funzionale nel reato di corruzione va intesa in senso ampio: non è necessario che l'atto illecito coincida precisamente con le mansioni formali dell'agente, basta una concreta capacità di influire sull'ambito decisionale della struttura di appartenenza.
- Un quadro probatorio composto da intercettazioni coerenti, servizi di osservazione e ritrovamento di documenti informatici o pen-drive può costituire elementi gravemente indiziari sufficienti a confermare misure interdittive (sospensione dall'ufficio) se le evidenze sono convergenti.
- La mera diversa lettura delle conversazioni intercettate o la ricostruzione alternativa dei fatti non è sufficiente a scuotere la motivazione del riesame: occorre dimostrare l'esistenza di manifeste illogicità, contraddizioni o errori palesi nella valutazione probatoria.
- Per dimostrare l'assenza della consegna di materiali occorre fornire elementi specifici e contraddire direttamente i dati probatori (ad esempio indicazioni temporali nelle conversazioni e il ritrovamento materiale); affermazioni generiche non convincono la tutela cautelare.
- L'attualità e il pericolo di reiterazione si valutano su dati concreti (prosecuzione dei rapporti, posti di responsabilità mantenuti o acquisiti nonostante l'indagine, spregiudicatezza delle condotte): la sospensione o l'intervento giudiziario che riducono i contatti non annullano automaticamente la valutazione del pericolo.
- Per impugnare con successo misure cautelari relative a reati contro la pubblica amministrazione è utile proporre censure specifiche e circostanziate (contraddizioni probatorie, errori logici, profili procedurali), non semplici rielaborazioni difensive dei fatti.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41388/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41391/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41392/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41395/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41396/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41398/2024 del 12/11/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →