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Ordinanza

Ordinanza n. 1960/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202603446

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio, sede di Latina, che aveva respinto il ricorso contro l’avviso orale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il privato ha proposto appello contro la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso di primo grado e ha chiesto, in via incidentale, la sospensione dell’efficacia della sentenza. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che la contestazione riguardava un avviso orale fondato sulla valutazione di pericolosità sociale dell’interessato. L’appellante ha dedotto, in sostanza, l’assenza dei presupposti della misura e la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione della sentenza e dall’atto impugnato.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare ai sensi dell’art. 98 c.p.a. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che non emergessero elementi idonei a considerare privo di presupposti l’avviso orale: la valutazione di pericolosità risultava fondata su elementi concreti, consistenti nella condanna per rifiuto di accertamento alcolemico e in un episodio, accertato penalmente, di detenzione di stupefacenti in quantità non trascurabile. Tali circostanze sono state ritenute indicative della non occasionalità delle condotte e, quindi, idonee a giustificare la misura. Quanto al periculum in mora, il Collegio ha escluso la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile, valorizzando la natura monitoria dell’avviso orale e il carattere meramente ipotetico dei pregiudizi dedotti. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La domanda cautelare proposta in appello è stata esaminata verificando la sussistenza dei presupposti per la sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata; l’istanza è stata respinta per carenza sia di fumus boni iuris sia di pregiudizio grave e irreparabile.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata ai fini dell’oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’efficacia della sentenza presuppone la dimostrazione del fumus boni iuris e di un pregiudizio grave e irreparabile; la carenza di uno dei due requisiti è sufficiente a respingere l’istanza.
  • Un avviso orale può ritenersi assistito da adeguati presupposti quando la valutazione di pericolosità sociale sia fondata su elementi concreti, tra cui condanne o episodi penalmente accertati, idonei a evidenziare la non occasionalità delle condotte.
  • La condanna per rifiuto di accertamento alcolemico e la detenzione penalmente accertata di stupefacenti in quantità non trascurabile possono costituire, valutate complessivamente, elementi concreti idonei a giustificare un avviso orale.
  • La natura monitoria dell’avviso orale, unita al carattere meramente ipotetico dei pregiudizi dedotti, esclude di per sé la configurabilità di un pregiudizio grave e irreparabile ai fini della tutela cautelare.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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