Cassazione Penale, Sentenza n. 29986/2024 del 22/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame di Lecce che aveva annullato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Chiloiro e lo aveva rimesso in libertà, sostenendo che il giudice del riesame aveva errato per due ragioni: (1) carenza o contraddittorietà della motivazione, non avendo il Tribunale valutato e motivato riguardo allautonoma imputazione per reato in armi (detenzione e porto illegale di pistola) che di per sé poteva giustificare la custodia; (2) errata applicazione della legge penale, poiché le minacce commesse con luso di armi e lesclusione che limputato ritenesse azionabile la pretesa in sede giudiziaria consentivano di configurare il dolo del reato di estorsione piuttosto che quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto entrambi i motivi. Ha rilevato che il Tribunale di Lecce non ha dato alcuna argomentazione rispetto allimputazione per reato in armi, che avrebbe potuto sorreggere la misura cautelare, e ha ritenuto inesatta la riqualificazione del fatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni rispetto allart. 629 cod. pen., perché le minacce di morte rivolte anche ai familiari della parte offesa da parte dellimputato e di sodali rendono configurabile il reato di estorsione. Per questi motivi la Corte ha annullato lordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Lecce; ha inoltre disposto gli adempimenti di cancelleria previsti dalle norme processuali.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen.
Norma richiamata dal Tribunale del riesame per la riqualificazione del fatto come esercizio arbitrario delle proprie ragioni; la Cassazione ha ritenuto la riqualificazione insufficiente rispetto alle circostanze in fatto.
art. 393 cod. pen.
Richiamato dal Tribunale del riesame in sede di riqualificazione; la Corte di Cassazione ha constatato che lapplicazione di questa norma non è stata adeguatamente motivata alla luce delle modalità delle minacce e dei soggetti minacciati.
art. 629 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di estorsione: la Cassazione ha ritenuto che, quando le minacce si estendono a terzi e ai familiari del debitore e intervengono soggetti diversi dalloriginario creditore, liniziale pretesa si trasforma in estorsione e non può essere ricondotta all'esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
L. 897/1967 (art. 2, 4, 7)
Reato p. e p. dall'art. 2, 4, 7 L. 897/1967, 61 n. 2
Riferimento alla normativa in materia di armi e alle aggravanti; la detenzione e luso della pistola contestata erano elementi posti a carico dellimputato e avrebbero potuto sorreggere autonomamente la misura cautelare.
art. 61 n. 2 cod. pen.
Richiamato nellimputazione come circostanza aggravante collegata alluso delle armi; contribuisce alla gravità dellipotesi di reato valutata ai fini cautelari.
art. 309, comma 7, cod. proc. pen.
Norma sulla competenza per il nuovo giudizio: la Cassazione rinvia al Tribunale di Lecce, indicando la norma che disciplina la competenza del riesame.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia della Cassazione.
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 5092 del 20/12/2017 (Rv. 272017-01)
Precedente richiamato dalla Corte: stabilisce che lintervento di minacce o violenze da parte di terzi verso i familiari del debitore può trasformare una pretesa iniziale in estorsione, per le modalità e per la diversità dei soggetti coinvolti.
Massime di principio
- La mera riqualificazione di una fattispecie come esercizio arbitrario delle proprie ragioni richiede motivazione puntuale soprattutto se nella contestazione compaiono elementi (es. uso di armi, minacce a terzi) che possono configurare reati diversi e più gravi come l'estorsione.
- La detenzione e luso di armi nellambito della condotta contestata possono, di per sé, giustificare lapplicazione della custodia in carcere; il giudice deve esprimersi esplicitamente su tale imputazione quando è stata formulata.
- Quando le minacce si estendono a soggetti terzi e ai familiari del debitore e intervengono più autori, liniziale pretesa di adempimento può mutare in estorsione: occorre valutare la diversità dei soggetti e le modalità della condotta.
- La carenza di motivazione su punti essenziali dellimputazione (es. reato in armi, configurazione del dolo di estorsione) è motivo di annullamento e rinvio da parte della Cassazione; i provvedimenti cautelari devono essere adeguatamente supportati da ragioni concrete.
- In situazioni analoghe, il pubblico ministero ha titolo a impugnare le ordinanze di riesame che non valutino compiutamente tutte le imputazioni e gli elementi di gravità (armi, minacce a terzi), chiedendo il riesame della necessità e proporzionalità della misura cautelare.
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