Cassazione Penale, Sentenza n. 28302/2026 del 24/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La decisione riguarda un'istanza proposta in sede esecutiva da un condannato, volta a ottenere il riconoscimento del reato continuato in executivis tra le fattispecie oggetto di tre sentenze già esecutive. Il giudice dell'esecuzione aveva rigettato l'istanza; contro tale ordinanza il condannato ricorre per cassazione deducendo violazione dell'art. 81, comma 2, c.p., sostenendo che il giudice avrebbe omesso di valutare gli indici sintomatici dell'unicità del disegno criminoso: identica natura dei reati, medesimo modus operandi, omogeneità delle violazioni, condizioni di tempo e di luogo. Secondo la difesa, egli si occupava della vendita di capi di abbigliamento contraffatti, variando soltanto il luogo di vendita. Il Procuratore generale ha concluso per l'inammissibilità del ricorso.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondato il ricorso e lo ha rigettato. Ha affermato che il giudice dell'esecuzione aveva correttamente escluso l'unicità del disegno criminoso valorizzando la distanza temporale tra i reati (circa 8 mesi e 1 anno) e la commissione in diverse città; inoltre, la mera identità del tipo di reati e delle modalità operative è stata letta come indice di una condotta di vita delinquenziale, non di un preventivo programma unitario. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 81, comma 2, c.p.
Per riconoscere la continuazione, anche in sede esecutiva, occorre una verifica concreta dell'esistenza di un medesimo disegno criminoso già programmato nelle linee essenziali al momento del primo reato; non bastano identità di specie, modalità analoghe o mera contiguità cronologica.
art. 616 c.p.p.
A seguito del rigetto del ricorso, la Corte ha applicato la regola della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Massime di principio
- Il riconoscimento della continuazione in executivis richiede la prova di un programma criminoso unitario, concreto e preesistente, desumibile da specifici indicatori fattuali; non è sufficiente l'affinità tra i reati o la ripetizione di condotte analoghe.
- La contiguità temporale e l'omogeneità dei reati sono meri indici sintomatici, ma non decisivi: se gli episodi risultano distanziati nel tempo o frutto di autonome determinazioni criminose, la continuazione deve essere esclusa.
- La mera tendenza a reiterare reati della stessa specie, anche se inserita in una scelta di vita criminale o in una professionalità delinquenziale, non coincide con l'unicità del disegno criminoso richiesta dall'art. 81, comma 2, c.p.
- In sede esecutiva, l'onere di allegazione grava sul condannato, che deve indicare i reati da unificare e gli elementi specifici che rendano plausibile la preordinazione unitaria; il giudice dell'esecuzione deve poi verificarne la consistenza sostanziale.
Come è indicizzato
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