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Sentenza

Sentenza del 24/07/2023 n. 22124 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Controversia sull'applicazione dell'imposta regionale sulle concessioni statali (L. 16 maggio 1970, n. 281, art. 2) a concessioni demaniali marittime rilasciate dall'Autorità portuale. Multiservizi aveva contestato gli avvisi di accertamento sostenendo che le concessioni rilasciate dalle Autorità portuali non rientrassero nel presupposto impositivo; il giudice d'appello (Commissione tributaria regionale Marche) aveva dato ragione alla società. La Regione Marche ha proposto ricorso per cassazione deducendo, in sintesi, che la fattispecie impositiva prevista dalla legge statale riguarda l'occupazione e l'uso di beni del demanio o del patrimonio indisponibile indipendentemente dall'Autorità che rilascia la concessione, e che le successive discipline regionali e deleghe alle autorità portuali non escludono l'applicabilità del tributo prima dell'entrata in vigore di eventuali modifiche (es. L.R. 45/2012 che sopprime l'imposta dal 1.1.2013).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Regione Marche, ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso originario della contribuente (Multiservizi Spa). La Corte ha affermato che il presupposto impositivo è l'occupazione e l'uso dei beni demaniali/patrimonio indisponibile e non la mera circostanza che la concessione sia stata rilasciata dallo Stato piuttosto che da un'Autorità portuale; ha inoltre chiarito che la L.R. Marche n. 45/2012 non ha efficacia retroattiva e che le deleghe normative alle Autorità portuali per la determinazione dei canoni sono compatibili con la riserva di legge purché non consentano canoni inferiori ai parametri statali. Le spese di giudizio sono compensate.

Norme richiamate

  • Legge 16 maggio 1970, n. 281

    Il presupposto impositivo è l'occupazione e l'uso dei beni del demanio o del patrimonio indisponibile nello territorio regionale, indipendentemente dall'Autorità che rilascia la concessione; la norma individua presupposto, soggetti passivi, base imponibile e aliquota massima.

  • L.R. Marche 16 dicembre 1971, n. 3

    Atto di attuazione regionale che ha introdotto l'imposta nella Regione Marche conformemente alla L. 281/1970; la disciplina regionale si conforma ai limiti e criteri fissati dalla normativa statale.

  • L.R. Marche 27 dicembre 2012, n. 45

    Ha sopresso, a decorrere dal 1 gennaio 2013, l'applicazione dell'imposta alle concessioni demaniali marittime rilasciate dalle autorità portuali; la Corte ha precisato che tale disposizione non ha efficacia retroattiva.

  • Legge 28 gennaio 1994, n. 84

    Attribuisce competenze alle Autorità portuali, tra cui il rilascio di concessioni e la determinazione dei canoni, senza però incidere di per sé sul presupposto impositivo fissato dalla legge statale.

  • Decreto Legislativo 6 maggio 2011, n. 68

    Ha previsto la trasformazione di taluni tributi in tributi propri regionali a decorrere dal 1 gennaio 2013; consente alle Regioni di sopprimere tali tributi con efficacia prospettica.

  • D.L. n. 400 del 1993, conv. in L. n. 494 del 1993

    Consente agli enti portuali di adottare criteri diversi per i canoni demaniali marittimi purché non comportino canoni inferiori a quelli statali; la Corte ritiene compatibile tale delega con la riserva di legge.

  • L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente)

    Le circolari ministeriali non modificano la legge; se il contribuente si è conformato a interpretazioni errate dell'Amministrazione, ciò può escludere sanzioni e interessi ma non l'obbligo tributario di per sé.

  • Costituzione

    La riserva relativa di legge è rispettata se la normativa primaria fissa criteri e linee direttive sufficienti; l'intervento amministrativo o secondario è consentito entro limiti predeterminati.

Massime di principio

  • Per l'imposta sulle concessioni statali il presupposto impositivo è l'occupazione e l'uso dei beni demaniali o del patrimonio indisponibile, non l'organo che rilascia la concessione; dunque una concessione rilasciata da Autorità portuale può essere assoggettata all'imposta se ricorrono gli elementi materiali.
  • Una disposizione regionale che sopprime o modifica un tributo trasformato in tributo proprio regionale ha efficacia solo dalla data di decorrenza indicata e non retroagisce a colpire periodi anteriori.
  • La delega alle Autorità portuali per la determinazione dei canoni è compatibile con la riserva di legge se la delega non consente la fissazione di canoni inferiori ai parametri stabiliti dalla normativa statale.
  • Le circolari amministrative non possono creare o eliminare l'obbligazione tributaria; l'aderenza del contribuente a un'interpretazione amministrativa errata può tutelare l'affidamento solo nei confronti di sanzioni e interessi, non rispetto al tributo dovuto.
  • In controversie analoghe vanno esaminate separatamente la natura materiale del presupposto impositivo e la data di efficacia di eventuali interventi normativi regionali che modificano o eliminano il tributo.
  • Se la legge statale individua criteri e limiti generali, integrazioni o determinazioni successive da parte di enti delegati sono ammesse purché non lascino margini di discrezionalità tali da eludere la predeterminazione richiesta dalla riserva di legge.

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