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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15248/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza dell'11/01/2021 che aveva rigettato l'istanza di revoca e/o sospensione dell'ordine di demolizione contenuto in una sentenza di condanna (emessa nei confronti di La Spada Grazia). Il ricorrente ha articolato cinque motivi: (1) omessa notifica dell'ingiunzione a demolire al proprietario Grasso Alessio e al curatore fallimentare; (2) presunta incompatibilità esecutiva dell'ordine di demolizione con la dichiarazione di fallimento (richiamo all'art.51 R.D. n.267/1942); (3) violazione del diritto di difesa e del contraddittorio perché la Corte territoriale ha acquisito e utilizzato la Nota dell'Ufficio Tecnico comunale del 29/12/2020 senza darne comunicazione alle parti e senza riaprire il contraddittorio; (4) errata esclusione dell'applicabilità dell'art.32, comma 25, legge n.326/2003 ai manufatti non abitativi; (5) violazione delle norme sul condono (art.40, comma 6, legge n.47/1985) in relazione alla possibilità di proporre domanda di sanatoria dopo trasferimenti da procedure esecutive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nel suo complesso ma con motivazione selettiva: ha ritenuto infondati i primi due motivi (1 e 2) motivando che l'ingiunzione a demolire, se contenuta nella sentenza di condanna del committente, doveva essere notificata al condannato e che l'ordine di demolizione ha natura di sanzione ripristinatoria e non costituisce azione esecutiva preclusa dal fallimento. Ha invece accolto il terzo motivo, constatando la violazione del diritto di difesa e del contraddittorio per l'acquisizione documentale dopo la riserva senza nuova udienza: per tale vizio ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio per nuovo esame. I motivi quarto e quinto sono stati ritenuti assorbiti. In conclusione: annullamento con rinvio dell'ordinanza impugnata; successo principale del ricorrente.

Norme richiamate

  • Costituzione, art.111

    Richiamato in tema di garanzie processuali e diritto di difesa; utilizzato come parametro costituzionale nella valutazione del rispetto del contraddittorio.

  • Codice di procedura penale, art.666

    Norma richiamata in relazione al procedimento esecutivo e alle ordinarie garanzie nell'esecuzione forzata; usata come riferimento procedurale per la disciplina dell'esecuzione dell'ordine di demolizione.

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n.380, art.31

    L'ingiunzione a demolire derivante dall'ordine del giudice, quando contenuta in una sentenza di condanna del committente, deve essere notificata al condannato volto a consentirne l'adempimento spontaneo; non è necessaria notifica aggiuntiva al curatore/fallito per rendere eseguibile l'ordine.

  • R.D. 16 marzo 1942, n.267, art.51

    La norma fallimentare che limita le azioni esecutive individuali non impedisce, secondo la Corte, l'esecuzione di un ordine di demolizione qualificato come sanzione amministrativa ripristinatoria; dunque l'apertura della procedura concorsuale non rende automaticamente ineseguibile l'ordine di demolizione.

  • Codice di procedura penale, artt.178 e 179

    Richiamati per il principio secondo cui, se il giudice acquisisce nuovi elementi dopo la riserva della decisione, è tenuto a fissare nuova udienza per consentire il contraddittorio; la mancata fissazione comporta nullità della decisione per violazione del diritto di difesa.

  • Codice di procedura penale, artt.623, comma 1, lett. b) e 604, comma 4

    Norme procedurali utilizzate nel richiamo alla correttezza del procedimento esecutivo e al diritto delle parti a intervenire sulle acquisizioni documentali rilevanti per la decisione.

  • Legge 21 novembre 2003, n.326, art.32, comma 25

    Norma discussa quanto alla sua portata rispetto ai manufatti non abitativi: la Corte non ha deciso definitivamente sul punto (motivi assorbiti), ma il ricorso contestava l'interpretazione restrittiva data dalla Corte territoriale.

  • Circolare Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n.2699 del 07/12/2005

    Richiamata dal ricorrente per sostenere una diversa interpretazione dell'art.32, comma 25, l.326/2003 riguardo all'ambito di applicazione della sanatoria; la Corte di Cassazione ha comunque ritenuto la questione assorbita dal rinvio.

  • Legge 28 febbraio 1985, n.47, art.40, comma 6

    Norma sul condono urbanistico che perimetra la sanabilità degli immobili trasferiti da procedure esecutive; invocata dal ricorrente per sostenere interessi di sanabilità, ma la Corte ha ritenuto la questione assorbita dal provvedimento di annullamento per violazione del contraddittorio.

  • Disposizioni di attuazione cod. proc. pen., art.173

    Richiamata per la sintetizzazione dei motivi in conformità alle norme processuali sulla stesura del ricorso.

Massime di principio

  • Se il provvedimento di demolizione è contenuto in una sentenza di condanna del committente, l'ingiunzione a demolire ha finalità di consentire l'adempimento spontaneo e la notifica è richiesta principalmente al condannato; l'omessa notifica al curatore fallimentare non costituisce, di per sé, causa di improcedibilità dell'esecuzione.
  • L'ordine di demolizione è qualificato dalla giurisprudenza come sanzione amministrativa di natura ripristinatoria e non come ordinaria azione esecutiva volta alla soddisfazione del creditore, pertanto l'apertura di una procedura concorsuale (fallimento) non lo rende automaticamente inattuabile.
  • Il giudice dell'esecuzione che acquisisca documenti o elementi nuovi dopo avere riservato la decisione è obbligato a fissare una nuova udienza per consentire alle parti di conoscere il materiale acquisito e di formulare deduzioni: in mancanza, la decisione è nulla per violazione del diritto al contraddittorio.
  • Questioni relative all'applicabilità di norme sul condono o su specifici istituti amministrativi (es. art.32 l.326/2003) richiedono un effettivo contraddittorio e valutazione documentale; se tali questioni sono decise sulla base di documenti acquisiti ex officio senza riaprire il confronto, la decisione è invalida e il tema andrà riesaminato in sede di rinvio.
  • In ipotesi di trasferimenti derivanti da procedure esecutive e di possibili operazioni di sanatoria, le tempistiche e i termini previsti dalle norme sul condono (es. proroga per proporre domanda entro termini specifici) devono essere valutati concretamente dopo aver garantito il contraddittorio alle parti interessate.

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