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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28122/2024 del 12/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che, in sede di rinvio dalla Corte di cassazione, ha rigettato la richiesta di liberazione condizionale avanzata da Pezzino. Il ricorrente denunciava: vizio di motivazione per mancato adeguamento ai principi della sentenza rescindente; violazione di norme costituzionali e di CEDU (in particolare richiamando la sentenza Viola c. Italia e i principi sull'ergastolo ostativo); illegittima retroattività e peggioratività della novella normativa (d.l. 31/10/2022, n.162 conv. legge n.199/2022) con presunta inversione dell'onere della prova circa l'assenza di collegamenti con la criminalità; mancata valutazione concreta del "sicuro ravvedimento" del detenuto e ingiustificato addebito della mancata sperimentazione esterna a causa di eventuale inerzia dell'Amministrazione penitenziaria.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso come infondato e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. In motivazione la Corte ha ritenuto: irrilevante la censura sulla retroattività della nuova disciplina quanto al quantum di pena e alle obbligazioni civili, per la natura sostanziale della liberazione condizionale; infondata l'affermazione di una inversione dell'onere della prova introdotta dalla novella, giacché la Corte costituzionale ha solo trasformato la presunzione da assoluta a relativa lasciando al legislatore il bilanciamento; corretta e non macroscopicamente illogica la valutazione del Tribunale di merito sul "sicuro ravvedimento", che ha ritenuto necessaria una "sperimentazione graduale nella società civile" per verificare empiricamente l'adesione volontaria del detenuto alle prescrizioni, specie in considerazione della gravità del reato e del contesto territoriale di origine. Pertanto non è stata rilevata violazione dei diritti invocati.

Norme richiamate

  • art. 4-bis Ord. pen. (comma 1-bis)

    La presunzione di pericolosità fondata sulla mancata collaborazione è stata trasformata da assoluta in relativa dalla novella 2022; la Corte rileva che ciò non implica inversione automatica dell'onere della prova e lascia margini di valutazione al giudice e al legislatore.

  • art. 58-ter Ord. pen.

    Norma richiamata nel contesto delle declaratorie sulla collaborazione: la sua efficacia e l'eventuale declaratoria sono rilevanti ai fini dell'accesso ai benefici, ma il giudice deve valutare le condizioni concrete del caso.

  • d.l. 31/10/2022, n.162, conv. con l. 30/12/2022, n.199

    Ha modificato il regime dell'ergastolo ostativo rendendo relativa la presunzione di persistenza di collegamenti; la Corte ha ritenuto che le modifiche incidano sul nucleo delle questioni ma non autorizzino automaticamente applicazione retroattiva quando si tratta di profili sostanziali gia' definiti nell'espiazione.

  • Corte EDU, sentenza Viola c. Italia (2019)

    Richiamata come fonte che aveva individuato problemi nella presunzione assoluta di pericolosità; ha inciso sul quadro interpretativo, spingendo verso una revisione normativa, ma non ha automaticamente imposto al giudice un particolare esito concreto in assenza delle condizioni previste dalla legge italiana riformata.

  • art. 606 cod. proc. pen. (motivi di cassazione)

    Richiamato dal ricorrente per censurare violazioni di legge e motivazione; la Corte ha ritenuto le doglianze infondate rispetto agli standard di rilevanza e motivazione richiesti per l'annullamento.

  • art. 117 Cost. (riferimento ai principi CEDU)

    Invocato dal ricorrente per obbligo di adeguamento alla Convenzione; la Corte ha confermato che l'adeguamento passa anche attraverso il legislatore e che le pronunce internazionali influenzano il quadro ma non sospendono la discrezionalità valutativa del giudice di merito.

  • artt. 3, 24, 27, 111 Cost. e artt. 3, 6, 7, 14 CEDU (richiami generali)

    Richiami costituzionali e convenzionali utilizzati dal ricorrente per fondare censure di illegittimità; la Corte ha verificato il rispetto delle garanzie processuali e sostanziali e non ha riscontrato violazioni idonee a determinare l'annullamento.

Massime di principio

  • La modifica normativa che trasforma la presunzione di pericolosità da assoluta a relativa non produce automaticamente effetti retroattivi su situazioni sostanziali già compiute; la valutazione della retroattività è effettuata caso per caso.
  • La "presunzione relativa" non equivale a una inversione immotivata dell'onere della prova: è sufficiente l'allegazione di elementi specifici e concreti che possano vincere la presunzione nei casi individuali.
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel valutare il "sicuro ravvedimento"; tali valutazioni fattuali sono sottratte al sindacato della Cassazione salvo manifesta illogicità o violazione di legge.
  • Per reati gravi e per detenuti che intendono far ritorno nel contesto territoriale di commissione dei reati, è legittimo che il giudice richieda una "sperimentazione graduale" all'esterno (permessi, semilibertà) per verificare concretamente l'adesione alle prescrizioni.
  • L'inerzia o i ritardi dell'Amministrazione penitenziaria nella predisposizione di misure intermedie non determinano automaticamente l'obbligo di concedere la liberazione condizionale; tuttavia possono essere fatti valere come elementi nella valutazione complessiva del percorso rieducativo se adeguatamente documentati.
  • I rilievi della Corte EDU hanno un forte peso persuasivo e possono spingere il legislatore a intervenire, ma non dispongono automaticamente soluzioni procedurali o sostanziali in assenza di una norma nazionale che disciplini la materia in termini diversi.

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