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Ordinanza

Ordinanza n. 620/2026 - Palermo, Sezione 3

per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n. 03789/2023 Reg. Prov. Coll., n. 02556/2018 Reg. Ric., del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sede di Palermo, pubblicata il 19.12.2023, con cui l’Amministrazione intimata è stata condannata al rilascio, previa riduzione in pristino dello stato dei luoghi, delle aree occupate in proprietà dei ricorrenti ed al risarcimento del danno da illegittima occupazione, oltre ancora al pagamento, sempre in favore dei ricorrenti, delle spese processuali liquidate in complessivi € 2.000,00 oltre IVA, C.P.A e refusione del contributo unificato, come per legge;

Giustizia amministrativa202401268

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIIOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Modalità di esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza che aveva imposto la restituzione delle aree previa riduzione in pristino e il risarcimento del danno da occupazione illegittima

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno promosso un giudizio di ottemperanza in relazione a una sentenza che aveva condannato il Comune alla restituzione delle aree occupate, previa riduzione in pristino, al risarcimento del danno da illegittima occupazione e al pagamento delle spese processuali. Nel corso dell’esecuzione, il Commissario ad acta ha accertato che il bene, pur catastalmente intestato al Comune, era ancora di proprietà dei ricorrenti ed era stato irreversibilmente trasformato. Il Commissario, esercitando i poteri sostitutivi del Consiglio comunale, ha adottato una deliberazione con la quale ha dichiarato l’interesse dell’ente all’acquisizione del bene ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, ritenendo tuttavia che l’adozione formale del provvedimento acquisitivo e la liquidazione delle indennità spettassero all’Organismo Straordinario di Liquidazione, in ragione dello stato di dissesto del Comune. I ricorrenti hanno quindi chiesto chiarimenti sulle modalità di ottemperanza e, se necessario, l’integrazione dei poteri del Commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha reso i chiarimenti richiesti, precisando che, quando un ente locale in stato di dissesto decide di acquisire al proprio patrimonio un bene occupato illegittimamente ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, la competenza dell’ente resta limitata alla deliberazione sull’interesse pubblico all’acquisizione, mentre spettano all’Organismo Straordinario di Liquidazione la formalizzazione del provvedimento acquisitivo e i conseguenti adempimenti, compresa la liquidazione dell’indennità di espropriazione e di quella per l’occupazione illegittima. La deliberazione commissariale già adottata è stata ritenuta insufficiente perché non assolveva all’obbligo di motivazione rafforzata previsto dall’art. 42-bis: doveva indicare le circostanze dell’occupazione e, ove possibile, la relativa decorrenza; comparare le eccezionali ragioni di interesse pubblico con gli interessi dei proprietari; evidenziare l’assenza di ragionevoli alternative all’acquisizione; e considerare la sostenibilità finanziaria dell’impegno pluridecennale, individuando le risorse disponibili e le relative coperture. È stato quindi posto a carico del Commissario ad acta l’obbligo di rinnovare la deliberazione sull’interesse pubblico all’acquisizione, secondo tali criteri. Il TAR ha inoltre precisato che la nuova deliberazione dovrà essere comunicata all’Organismo Straordinario di Liquidazione, alla competente Sezione regionale di controllo della Corte dei conti e alla Commissione per la Finanza e gli Organici degli Enti locali. Non è stato provveduto sulla richiesta di liquidazione del compenso del Commissario ad acta.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 7, c.p.a.

    istanza ex art. 114, comma 7, cod proc. amm. per chiarimenti sulle modalità di ottemperanza e integrazione dei poteri del Commissario ad acta

    Consente al giudice dell’ottemperanza di fornire chiarimenti sulle modalità di esecuzione del giudicato e di precisare o integrare i poteri dell’organo incaricato dell’esecuzione.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    L’acquisizione sanante richiede l’esplicitazione dell’interesse pubblico, l’indicazione delle circostanze e della decorrenza dell’occupazione, la comparazione con gli interessi privati e la dimostrazione dell’assenza di alternative ragionevoli; nel caso di ente locale dissestato, devono essere considerate anche la sostenibilità finanziaria e le effettive coperture.

  • art. 244 d.lgs. 267/2000

    dichiarazione di dissesto

    Lo stato di dissesto dell’ente locale incide sul riparto delle competenze tra ente e Organismo Straordinario di Liquidazione relativamente alla formalizzazione dell’acquisizione e alla liquidazione delle indennità.

Massime di principio

  • Quando un ente locale già dichiarato in dissesto intende acquisire un bene illegittimamente occupato ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, all’ente spetta la deliberazione sull’interesse pubblico all’acquisizione, mentre all’Organismo Straordinario di Liquidazione spettano la formalizzazione del provvedimento acquisitivo e i conseguenti adempimenti finanziari, inclusa la liquidazione delle indennità.
  • La deliberazione relativa all’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 deve contenere una motivazione rafforzata: deve esplicitare l’interesse pubblico attuale ed eccezionale, ricostruire le circostanze dell’occupazione e la sua eventuale data iniziale, comparare l’interesse pubblico con quello dei proprietari e dare conto dell’assenza di ragionevoli alternative all’acquisizione.
  • Quando l’acquisizione ex art. 42-bis comporta un impegno finanziario pluridecennale per un Comune, la motivazione deve considerare la sostenibilità finanziaria dell’operazione, indicando le risorse effettivamente disponibili, gli studi di fattibilità tecnica e finanziaria e le singole coperture finanziarie necessarie alla sana gestione dell’ente.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fornire chiarimenti vincolanti sulle modalità di esecuzione del giudicato e imporre al Commissario ad acta di rinnovare un atto sostitutivo non adeguatamente motivato, senza sostituirsi alla valutazione amministrativa sull’interesse pubblico, ma fissandone i contenuti motivazionali necessari.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanzaControlli e finanza locale
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaDifetto di motivazionePonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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