Sentenza n. 1810/2026 - Torino, Sezione 2
per l'annullamento della deliberazione del consiglio comunale di Bruzolo n. 15/2021 del 16.4.2021 avente ad oggetto "Nuova Linea Ferroviaria Torino-Lione, Sez. Internazionale, parte Comunale Italo-Francese, sez. Transfrontaliera, parte in territorio italiano, lotto costruttivo 1, progetto esecutivo in variante per la rilocalizzazione dell'Autoporto nei Comuni di San Didero e Bruzolo"; - nonché di ogni altro atto presupposto, consequenziale e, comunque connesso, in particolare delle note del Comune di Bruzolo 5239/2020 e 1150/2021;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: deliberazione del Consiglio comunale di Bruzolo n. 15/2021, relativa al progetto esecutivo in variante per la rilocalizzazione dell'Autoporto nei Comuni di San Didero e Bruzolo, nonché atti connessi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato la deliberazione consiliare comunale e le note presupposte o connesse. In prossimità dell'udienza di merito ha rappresentato che il Comune di Bruzolo, con deliberazione n. 5 del 10 giugno 2026, aveva riconosciuto che i lavori di rilocalizzazione dell'Autoporto erano stati avviati ed erano prossimi all'ultimazione, nonostante l'opposizione dei Comuni interessati, e aveva ritenuto prive di effetti la deliberazione impugnata e i conseguenti atti attuativi, proponendo un abbandono concordato del contenzioso. La ricorrente ha quindi chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere. Il Comune resistente ha aderito alla richiesta. Il giudice ha tuttavia rilevato che dagli atti non emergeva la formale rimozione della deliberazione impugnata dal mondo giuridico.
La decisione
Il TAR non ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché non risultava formalmente eliminata la deliberazione impugnata. Ha comunque dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., ritenendo irrefragabilmente venuto meno l'interesse della ricorrente alla prosecuzione del giudizio, anche alla luce della deliberazione comunale sopravvenuta e dell'avvenuto o prossimo completamento dei lavori. Le spese di lite sono state compensate, come concordemente richiesto dalle parti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità del ricorso
Il ricorso è improcedibile quando sopravviene il venir meno dell'interesse alla decisione; tale esito è stato applicato nonostante non fosse stata formalmente rimossa la deliberazione impugnata.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza da remoto; il testo non ne esplicita ulteriormente l'incidenza decisoria.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere presuppone che l'amministrazione abbia integralmente soddisfatto la pretesa azionata, normalmente anche mediante la formale rimozione dell'atto impugnato; in mancanza di tale rimozione, il giudice può dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse quando il ricorrente non abbia più un interesse concreto e attuale alla decisione.
- L'avvenuta realizzazione, o il prossimo completamento, dell'intervento cui si riferisce l'atto impugnato può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio, purché il venir meno dell'interesse risulti in modo irrefragabile dagli atti.
- La dichiarazione dell'amministrazione circa la perdita di effetti dell'atto impugnato non equivale necessariamente alla sua formale rimozione e, da sola, non impone la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando l'improcedibilità sopravvenuta è riconosciuta concordemente dalle parti e ciò corrisponde alla loro congiunta richiesta.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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