Sentenza n. 230/2026 - Torino, Sezione 1
per l'annullamento - del provvedimento del Questore di Torino, prot. nr. 1704/2024 del 21 ottobre 2024, nonché di ogni altro atto preparatorio, presupposto, connesso o consequenziale a quello impugnato;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di archiviazione dell'istanza di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro stagionale
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente aveva presentato domanda di rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro stagionale, ma l'appuntamento per il fotosegnalamento e l'acquisizione dell'istanza era stato fissato soltanto in una data successiva alla scadenza del contratto di lavoro e del termine di permanenza collegato al titolo, che non gli era mai stato rilasciato. Presentatosi all'appuntamento con un nuovo contratto di lavoro, l'amministrazione aveva archiviato l'istanza senza rilasciare il titolo e senza instaurare un contraddittorio procedimentale mediante comunicazione di preavviso di rigetto. Il ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 2, 6 e 10-bis l. 241/1990, degli artt. 5, comma 9, e 24, comma 10, d.lgs. 286/1998, nonché eccesso di potere, sostenendo che l'impossibilità di chiedere tempestivamente la conversione del titolo era dipesa dalla mancata conclusione del procedimento nei termini imputabile all'amministrazione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento impugnato. Ha ritenuto illegittima l'omessa comunicazione del preavviso di rigetto, che avrebbe dovuto consentire allo straniero di rappresentare le proprie ragioni prima dell'adozione dell'atto sfavorevole. L'omissione assumeva particolare gravità perché l'amministrazione non aveva concluso tempestivamente il procedimento: se il titolo fosse stato rilasciato nei tempi dovuti, il ricorrente avrebbe potuto chiederne la conversione. Il giudice ha inoltre richiamato il principio secondo cui, ai fini della conversione in permesso per lavoro subordinato, prevalgono i presupposti sostanziali — contratto di lavoro idoneo, mezzi di sostentamento adeguati, volontà di integrazione e attribuzione della quota — rispetto al dato formale del superamento della validità del titolo da convertire, quando tale superamento non sia imputabile allo straniero. L'amministrazione è stata obbligata a riesaminare l'istanza in contraddittorio con l'interessato e a concludere il procedimento entro trenta giorni, con provvedimento espresso e congruamente motivato: dovrà verificare se, al momento della domanda, sussistessero i requisiti per il permesso stagionale e, in caso positivo, esaminare la conversione secondo i principi indicati. Le spese sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 2 l. 241/1990
L'amministrazione deve concludere il procedimento entro il termine previsto; la mancata conclusione tempestiva ha inciso sulla possibilità dello straniero di ottenere e convertire il titolo.
art. 6 l. 241/1990
Richiamato tra i parametri di legittimità dedotti dal ricorrente; il testo non specifica una distinta interpretazione applicata dal giudice.
art. 10-bis l. 241/1990
Il preavviso di rigetto costituisce uno strumento di partecipazione anticipata, volto a consentire al privato di presentare osservazioni sulle ragioni ostative prima dell'adozione del provvedimento sfavorevole.
art. 21-octies l. 241/1990
A seguito della modifica normativa richiamata nella sentenza, la sanatoria processuale del vizio derivante dall'omessa comunicazione del preavviso di rigetto non opera, quanto meno per i provvedimenti discrezionali, mediante la dimostrazione che il contenuto dell'atto non avrebbe potuto essere diverso.
art. 5, comma 9, d.lgs. 286/1998
Richiamato tra le disposizioni applicabili alla disciplina del permesso di soggiorno e della relativa conversione.
art. 24, comma 10, d.lgs. 286/1998
Richiamato tra le disposizioni applicabili alla fattispecie del lavoro stagionale e del titolo di soggiorno.
art. 12, comma 1, lettera i), d.l. 16 luglio 2020, n. 76, convertito dalla l. 11 settembre 2020, n. 120
La novella è richiamata per evidenziare il rafforzamento della tutela partecipativa connessa al preavviso di rigetto e la limitazione della sanatoria prevista dall'art. 21-octies l. 241/1990.
Massime di principio
- L'omessa comunicazione del preavviso di rigetto vizia il provvedimento sfavorevole quando priva il destinatario della possibilità di rappresentare elementi fattuali e giuridici potenzialmente idonei a orientare diversamente la decisione; per i provvedimenti discrezionali tale vizio non è superabile mediante la dimostrazione giudiziale dell'inevitabilità del contenuto dell'atto ai sensi dell'art. 21-octies l. 241/1990.
- Quando la mancata tempestiva conclusione del procedimento per il rilascio di un permesso di soggiorno è imputabile all'amministrazione, lo straniero non può essere penalizzato, ai fini della successiva conversione, per la scadenza formale del titolo o del termine entro cui avrebbe dovuto presentare la domanda di conversione.
- Ai fini della conversione del permesso di soggiorno in un titolo per lavoro subordinato, la valutazione deve concentrarsi sui presupposti sostanziali, quali l'esistenza di un contratto di lavoro idoneo, mezzi di sostentamento adeguati, l'inequivoca volontà di integrazione e l'attribuzione della quota prevista, mentre la tempestività formale dell'istanza assume carattere recessivo quando il ritardo non sia imputabile al richiedente.
- In caso di annullamento dell'archiviazione dell'istanza, il giudice può imporre all'amministrazione di riesaminare la domanda in contraddittorio con l'interessato e di concludere il procedimento entro un termine determinato con un provvedimento espresso e congruamente motivato.
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