Sentenza n. 998/2026 - Cagliari, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione integrale della sentenza del Tribunale di Tempio Pausania che riconosceva il beneficio della Carta del Docente, oltre a interessi o rivalutazione
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Tempio Pausania - Sezione Lavoro n. 318 del 2025, passata in giudicato il 5 gennaio 2026. La sentenza riconosceva il diritto al beneficio economico di euro 500 annui tramite Carta del Docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, condannando il Ministero all’emissione della carta e all’accredito delle somme, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria, nonché alle spese di lite. Secondo la ricorrente, dopo la notifica del titolo esecutivo il Ministero aveva provveduto soltanto al pagamento delle spese legali e non all’esecuzione della prestazione principale; era inoltre decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 d.l. n. 669/1996. La ricorrente ha chiesto la condanna dell’Amministrazione all’esecuzione del giudicato e, in caso di persistente inottemperanza, la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato di avere erogato il beneficio relativo ai tre anni scolastici già il 16 gennaio 2026, prima della notifica del ricorso, avvenuta il 20 aprile 2026. È rimasta non dimostrata l’erogazione degli interessi o della rivalutazione, mentre risultavano pagate la quota capitale e le spese legali.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo cessata la materia del contendere limitatamente alla quota capitale. L’erogazione del beneficio della Carta del Docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 era infatti intervenuta prima della proposizione del giudizio di ottemperanza. Il Collegio ha rilevato che non risultava provato il pagamento degli interessi o della rivalutazione, ma ha comunque pronunciato l’improcedibilità in ragione della sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dalla ricorrente in udienza. Le spese e gli onorari del giudizio sono stati compensati.
Norme richiamate
artt. 112 e seguenti c.p.a.
Disciplinano il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione del giudicato e dei provvedimenti esecutivi.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito in l. n. 30/1997
Le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici non economici e l'ente Agenzia delle entrate - Riscossione completano le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva e comportanti l'obbligo di pagamento di somme di danaro entro il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo. Prima di tale termine il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica di atto di precetto.
Il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo condiziona l’avvio dell’esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni pubbliche.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza presuppone un interesse concreto e attuale all’esecuzione del giudicato; quando, prima della proposizione o nel corso del giudizio, l’amministrazione adempie alla prestazione principale riconosciuta dal titolo, il ricorso può divenire improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- L’avvenuto pagamento della quota capitale può determinare la cessazione della materia del contendere limitatamente a tale obbligazione, anche se restano astrattamente controverse ulteriori componenti economiche previste dal titolo, quali interessi o rivalutazione.
- Il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 d.l. n. 669/1996 decorre dalla notificazione del titolo esecutivo e impedisce, prima della sua scadenza, l’avvio dell’esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni soggette alla disposizione.
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