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Sentenza

Sentenza del 05/08/2021 n. 22313 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società impugnava l'avviso di accertamento che aveva disconosciuto la deduzione a titolo di costi (royalties) per pagamenti a società controllate estere, sostenendo che tali somme non potevano essere indeducibili perché l'accertamento andava diretto nei confronti della società non residente (la holding estera) e non direttamente nei confronti della Vxxx Pxxx S.r.l.; contestava inoltre l'esistenza degli elementi di fatto idonei a qualificare la Vxxx Pxxx S.r.l. come stabile organizzazione (SO) in Italia della holding estera.

La decisione

La Cassazione ha respinto il ricorso principale: ha ritenuto corretto il principio secondo cui, se da elementi di fatto emerge che una società residente è stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente, l'accertamento sul reddito prodotto tramite tale stabile organizzazione deve essere svolto nei confronti della stabile organizzazione (cioè della società residente) e non direttamente nei confronti della non residente. Pertanto la decisione di merito che aveva ritenuto la Vxxx Pxxx S.r.l. come SO del gruppo estero è stata considerata coerente con la giurisprudenza e con il Modello OCSE; il ricorso è stato rigettato. Tuttavia la Corte ha cassato la sentenza limitatamente all'entità delle sanzioni, richiamando l'applicazione del successivo ius superveniens (D.Lgs. n.158/2015) che ha modificato il minimo sanzionatorio, e ha rinviato alla Commissione Tributaria Regionale per rinnovare la valutazione sulle sanzioni e sulle spese.

Norme richiamate

  • Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Germania

    I canoni (royalties), pur essendo in linea di principio imponibili nello Stato di residenza del beneficiario, diventano imponibili nello Stato in cui il beneficiario esercita attività tramite una stabile organizzazione; la norma è stata interpretata nel senso che, se il beneficiario delle royalties ha una SO in Italia, il reddito afferente ai canoni è imponibile in Italia.

  • Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Austria

    Analogamente alla convenzione con la Germania, prevede la tassazione dei canoni nello Stato in cui il beneficiario esercita attività tramite una stabile organizzazione; applicata per ritenere imponibile in Italia la quota di reddito collegata alle royalties.

  • Legge di ratifica Convenzione Italia-Germania

    Ratifica della Convenzione; utilizzata per dare efficacia interna al testo convenzionale e fondamento dell'accertamento.

  • Legge di ratifica Convenzione Italia-Austria

    Ratifica della Convenzione; come sopra, rende applicabile la regola convenzionale che attribuisce la potestà impositiva allo Stato in cui opera la stabile organizzazione.

  • Codice di procedura civile

    art. 384 c.p.c., comma 2; art. 394 c.p.c.; art. 113 c.p.c., comma 1

    Richiamati dalla ricorrente per censurare la presunta estensione indebita della pronuncia di legittimità; la Corte ha ritenuto che il giudice del rinvio non avesse attribuito alla sentenza di questa Corte un'estensione maggiore di quella effettiva.

  • D.Lgs. 24.09.2015, n. 158

    art. 15, comma 1, lett. b

    Introduzione di ius superveniens in materia sanzionatoria; modifica del minimo della sanzione applicabile, motivo per cui la Corte ha cassato la sentenza limitatamente alle sanzioni e ha rinviato per la loro nuova valutazione.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Principio stabilito che quando il reddito d'impresa è prodotto in Italia da una società non residente tramite una stabile organizzazione, l'accertamento deve essere diretto nei confronti della stabile organizzazione (se essa è costituita da una società residente con personalità giuridica, l'accertamento si traduce nella rettifica della dichiarazione di questa ultima).

Massime di principio

  • Se una società residente svolge attività integralmente o sostanzialmente controllata da una società estera e manca autonomia economico‑gestionale, può essere qualificata come stabile organizzazione di quella non residente; gli elementi da valutare sono autonomia decisionale, autonomia imprenditoriale, integrazione organizzativa e funzionale col gruppo, e prova documentale della gestione locale.
  • Quando sussiste una stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente, l'accertamento fiscale relativo al reddito prodotto tramite tale SO deve essere svolto nei confronti della stabile organizzazione (cioè del soggetto residente che materialmente opera), non direttamente contro la società non residente.
  • I pagamenti di royalties a società estere del gruppo possono essere ritenuti imponibili in Italia se il beneficiario effettivo esercita in Italia attività per mezzo di una stabile organizzazione; in tal caso le deduzioni operate dal soggetto residente che costituisce la SO possono essere disconosciute e il reddito afferente convenzionalmente tassato in Italia.
  • In contenziosi tributari relativi a qualificazione di stabile organizzazione è cruciale documentare autonomia, governance, prezzi di trasferimento e flussi contrattuali; la mancanza di sostanza economica a livello locale rafforza la tesi dell'Amministrazione finanziaria.
  • Le modifiche legislative sopravvenute in materia di sanzioni (ius superveniens) possono essere invocate in sede di legittimità per ottenere una riconsiderazione del trattamento sanzionatorio: il giudice di merito deve verificare l'adeguatezza della sanzione alla luce della nuova disciplina.
  • Strategia difensiva efficace: contestare nel merito la qualificazione di SO con prove di autonomia e di decisioni locali, documentare l'effettivo beneficiario delle royalties e la loro correlazione con attività effettive, nonché sollevare tempestivamente questioni relative all'applicabilità di norme sopravvenute sulle sanzioni.

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