Cassazione Penale, Sentenza n. 24083/2022 del 22/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza d'appello sostenendo: (1) violazione di legge e carenza di motivazione sulla sussistenza dell'aggravante della destrezza nei capi A, G e I, rilevando che l'unico elemento distraente sarebbe stato il fingersi operaio e non sarebbero state poste in essere altre condotte distraenti; (2) insussistenza dell'aggravante per minorata difesa (art. 61, n.5 c.p.) rispetto al capo G, perché la vittima ha dimostrato attenzione e ha impedito la consumazione del reato, per cui non sarebbe configurabile un concreto stato di vulnerabilità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo generico e manifestamente infondato: l'appello aveva motivatamente ricondotto la condotta del ricorrente all'aggravante della destrezza, descrivendo manovre manipolatorie, stratagemmi e rapidità nell'impossessarsi dei beni, non limitandosi a un semplice approfittare di disattenzioni. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile per aspecificità e come censura di fatto non sindacabile in sede di legittimità; la Corte ha confermato che la circostanza aggravante della minorata difesa è stata correttamente valutata in rapporto alla concreta condizione di vulnerabilità della vittima anziana. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a versare 3.000 euro alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 625 c.p. (furto) - comma 1, n.4 e n.5
La Corte d'Appello ha considerato sussistenti le aggravanti della destrezza (n.4) e della simulazione della qualifica (n.5); la Cassazione ha ritenuto corretta l'interpretazione della destrezza quando l'agente provoca e sfrutta la disattenzione delle vittime con abilità e rapidità, eludendo la loro sorveglianza
art. 61, primo comma, n.5 c.p. (minorata difesa)
La Corte ha applicato il principio secondo cui l'aggravante richiede un'approfittamento concreto di condizioni di tempo, luogo o persona che traducano in una reale situazione di vulnerabilità; nel caso, l'età e l'inganno diretto alla vittima anziana sono stati ritenuti idonei a integrare la minorata difesa
art. 616 c.p.p. (condanna alle spese per ricorso inammissibile)
In caso di inammissibilità del ricorso la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ravvisati profili di colpa, al versamento di una somma alla cassa delle ammende
Sez. U, n. 34090 del 27/4/2017 (Quarticelli)
Giurisprudenza richiamata per la definizione della destrezza: l'aggravante sussiste quando l'agente, prima o durante l'impossessamento, adotta condotte di particolare abilità, astuzia o avvedutezza idonee a eludere la sorveglianza del detentore
Sez. U, n. 40275 del 15/7/2021 (Cardellini)
Giurisprudenza richiamata in tema di minorata difesa che precisa la necessità di un concretamente accertabile stato di vulnerabilità della vittima, non basandosi su mera idoneità astratta delle circostanze
Massime di principio
- L'aggravante della destrezza si configura non quando l'agente si limita ad approfittare di un'eventuale disattenzione, ma quando provoca o determina tale disattenzione con artifici, mostrando abilità e rapidità nell'impossessarsi dei beni.
- Il fingersi operatore della rete (gas, elettricità ecc.) può integrare sia la simulazione di qualità sia costituire un elemento rilevante per la destrezza se usato per manipolare la vittima e ottenere accesso e controllo temporaneo.
- Per l'aggravante della minorata difesa è necessario dimostrare una vulnerabilità concreta della vittima (per es. età o condizione fisica/mentale) effettivamente sfruttata dall'agente; non basta la mera possibilità astratta che la circostanza favorisca il reato.
- In Cassazione le censure che mirano a riequilibrare la valutazione delle prove o che sono aspecifiche/fattuali sono frequentemente dichiarate inammissibili: bisogna puntare su profili di diritto chiari e specifici o su manifesta illogicità della motivazione.
- Chi propone ricorso seccessivamente infondato o generico può essere condannato alle spese e a sanzioni alla cassa delle ammende; quindi è opportuno valutare la fondatezza giuridica prima di impugnare.
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