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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22338/2025 del 02/08/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (concessionaria)

La controversia

La controversia nasce da una procedura espropriativa finalizzata alla realizzazione di un collegamento autostradale. Una società concessionaria e il general contractor incaricato dell’opera impugnano l’ordinanza della Corte d’appello che, in sede di opposizione alla stima, ha determinato le indennità dovute al proprietario del fondo: indennità di espropriazione, di occupazione temporanea, per ripristini e spese. La Corte territoriale ha ritenuto trattarsi di espropriazione parziale di un bene unitario e ha valorizzato, ai fini del deprezzamento della parte residua, la perdita di funzionalità del compendio rispetto all’uso produttivo-artigianale, senza considerare come decisive alcune preesistenze e sopravvenienze: fascia di rispetto stradale, servitù/elettrodotti, accessi residui, e soprattutto un decreto di rettifica che aveva esplicitato la servitù di passaggio a favore delle porzioni residue. I ricorrenti deducono, in sintesi: errata stima del valore venale dell’area per mancata considerazione dei vincoli conformativi e dei campi elettromagnetici; erronea quantificazione del deprezzamento della residua proprietà, sia per la riduzione degli accessi sia per l’incidenza della rettifica al decreto di esproprio; indebita estensione dell’indennizzo al pregiudizio dell’attività aziendale; erroneo riconoscimento del deprezzamento per uffici e abitazione; mancata considerazione dei contratti di locazione; mancato riconoscimento del vantaggio derivante dall’eliminazione dei tralicci; illegittima considerazione di variazioni edilizie e urbanistiche; duplicazione tra deprezzamento e ulteriori voci per soprassuoli demoliti e ripristini; errato calcolo dell’indennità di occupazione; erronea liquidazione delle spese di lite.

La decisione

La Cassazione accoglie il terzo motivo, il primo motivo, in parte il secondo motivo e l’ottavo motivo; dichiara assorbiti gli altri motivi accolti o non esaminati nel merito per effetto dell’accoglimento; rigetta il settimo motivo. Cassa l’ordinanza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia alla Corte d’appello di Brescia in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità. La Corte afferma che, in caso di espropriazione parziale, il deprezzamento della porzione residua va ricondotto alla diminuzione di valore del bene unitariamente considerato, ma non può sconfinare nella valutazione dell’azienda o del pregiudizio all’attività imprenditoriale in sé. Inoltre, i vincoli di inedificabilità assoluta derivanti da fascia di rispetto stradale devono essere considerati nella stima dell’indennità. È poi ammesso nel giudizio di opposizione alla stima, anche in sede di legittimità, il rilievo del decreto di rettifica del provvedimento ablatorio, trattandosi di atto collegato a una condizione dell’azione rilevabile d’ufficio e acquisibile anche tramite CTU nei limiti del contraddittorio. Quanto all’indennità per soprassuoli e ripristini, essa non può essere riconosciuta autonomamente quando la diminuzione patrimoniale sia già integralmente compresa nell’unica indennità per espropriazione parziale.

Norme richiamate

  • art. 32 d.P.R. n. 327/2001

    Nel determinare il valore venale dell’area espropriata devono essere considerati i vincoli non aventi natura espropriativa; la loro mancata considerazione integra falsa applicazione della norma.

  • art. 33 d.P.R. n. 327/2001

    Nell’espropriazione parziale il valore della parte espropriata si determina tenendo conto della diminuzione di valore della parte residua, ma entro il perimetro della diminuzione patrimoniale del bene unitario, non del valore dell’azienda o dell’attività svolta.

  • art. 33 d.P.R. n. 327/2001

    L’eventuale vantaggio speciale e immediato derivante dall’espropriazione può rilevare nella quantificazione dell’indennità, ma non è ravvisabile automaticamente nella rimozione di un traliccio se non adeguatamente dimostrato e concretamente incidente sul valore del bene.

  • art. 29 d.lgs. n. 150/2011

    Nel giudizio di opposizione alla stima il thema decidendum delimita il perimetro della decisione, ma ciò non impedisce la rilevanza di atti sopravvenuti collegati alla condizione dell’azione espropriativa.

  • artt. 702-bis ss. c.p.c.

    Richiamati quale rito applicato al giudizio di opposizione alla stima.

  • art. 360 c.p.c.

    Sono stati scrutinati i vizi di violazione di legge, motivazione apparente e omesso esame di fatti decisivi; è stato respinto il motivo che si risolveva in una mera censura di merito.

  • art. 132 c.p.c.

    La Corte censura la motivazione apparente ove il giudice di merito si limiti ad affermazioni assertive prive di effettivo supporto logico rispetto alle evidenze processuali.

  • art. 372 c.p.c.

    Non osta alla produzione in cassazione del decreto di esproprio o di rettifica sopravvenuto, quando collegato a una condizione dell’azione rilevabile d’ufficio.

  • art. 384 c.p.c.

    L’enunciazione dei principi di diritto può essere fatta per relationem ai precedenti richiamati, da applicare nel giudizio di rinvio.

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002

    Non è dovuto l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di accoglimento, sia pure parziale, del ricorso.

Massime di principio

  • Nell’espropriazione parziale di un bene unitario l’indennità deve comprendere la diminuzione di valore della parte residua, ma solo nella misura in cui essa derivi dalla perdita di valore del bene, non dal pregiudizio all’attività imprenditoriale o al complesso aziendale utilizzato sul bene.
  • I vincoli legali di inedificabilità assoluta, come le fasce di rispetto stradale o autostradale, incidono sul valore venale del bene e devono essere considerati nella stima dell’indennità di esproprio.
  • Nel giudizio di opposizione alla stima, un decreto di rettifica del provvedimento ablatorio può rilevare anche se sopravvenuto, perché collegato a una condizione dell’azione e acquisibile nel contraddittorio anche tramite consulenza tecnica d’ufficio, nei limiti consentiti.
  • La motivazione del giudice di merito è apparente quando si limita ad affermazioni assertive o meramente apodittiche, senza spiegare il percorso logico seguito rispetto alle risultanze processuali.
  • In materia di espropriazione parziale non è consentita la duplicazione tra l’unica indennità comprensiva del deprezzamento del residuo e ulteriori voci autonome per soprassuoli demoliti o opere di ripristino, se tali poste sono già incluse nella diminuzione patrimoniale complessiva.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione forzataOpposizioni esecutive
RamiEsecuzioni
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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