Cassazione Penale, Sentenza n. 11318/2023 del 16/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere, contestando: (1) la mancanza di gravità indiziaria rispetto al delitto di autoriciclaggio, per inesistenza di prova della provenienza illecita delle somme utilizzate per l'acquisto di un immobile; (2) l'assenza dell'elemento oggettivo della condotta dissimulatoria, atteso che i pagamenti provenivano dal conto intestato alla stessa Mangiola e l'immobile sarebbe stato destinato a uso personale; (3) l'ingiustificatezza delle esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione), nonché la sproporzione della misura carceraria rispetto a misure meno afflittive e controlli elettronici.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto inammissibili o manifestamente infondati i motivi proposti. In particolare: è stata confermata la sussistenza della gravità indiziaria per autoriciclaggio, avendo rilevato flussi di denaro dal conto del sindacato (di cui la ricorrente era legale rappresentante) e il pagamento delle rate del mutuo con proventi delittuosi; è stata affermata la idoneità dissimulatoria della condotta (trasferimento dal conto associativo al conto personale e successivo acquisto immobiliare); sono state ritenute sussistenti le esigenze cautelari, soprattutto il pericolo di reiterazione alla luce del ruolo apicale della ricorrente, della durata e professionalità della condotta e del rischio di alterazione delle indagini tramite strumenti informatici. Il rigetto ha comportato la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e la trasmissione della decisione al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi delle norme applicabili.
Norme richiamate
art. 416 cod. pen.
Rilevato come il reato presupposto (associazione per delinquere) di cui è stata contestata la promozione/organizzazione; la Corte considera operativa l'associazione dal 2016, elemento rilevante per ricostruire i flussi illeciti.
art. 648-ter.1 cod. pen.
Interpretato nel senso che per la configurabilità dell'autoriciclaggio è sufficiente che almeno una parte delle risorse impiegate abbia provenienza illecita; inoltre l'operazione è punibile anche se il bene è destinato a godimento non diretto se la modalità di impiego ha efficacia dissimulatoria.
art. 646 cod. pen.
Norma richiamata tra i delitti contro il patrimonio correlati all'associazione per delinquere; utile a inquadrare i proventi illeciti oggetto di reinvestimento.
ultimo periodo della lettera c) dell'art. 274 cod. proc. pen.
La Corte ribadisce che non è consentito desumere il pericolo di reiterazione dalla sola gravità astratta del titolo di reato; occorre valutare la gravità del fatto nelle sue concrete manifestazioni (modalità, contesto, personalità), il che giustifica la prognosi di rischio di reiterazione nel caso concreto.
art. 275 cod. proc. pen.
Attribuisce al giudice ampia discrezionalità nella scelta della misura: la motivazione sulla adeguatezza e proporzionalità della custodia è incensurabile se adeguata; la Corte ritiene che il Tribunale abbia correttamente ritenuto la custodia necessaria per impedire la prosecuzione dell'attività criminosa.
art. 275-bis cod. proc. pen.
La Corte richiama la giurisprudenza secondo cui la dichiarazione di inadeguatezza degli arresti domiciliari implica anche, in via implicita, l'impossibilità di efficiente impiego degli strumenti di controllo elettronico previsti dall'art. 275-bis.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per disporre la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso.
art. 94, comma 1 ter delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale
Prescrive la trasmissione della decisione al direttore dell'istituto penitenziario qualora la decisione non comporti la rimessione in libertà, per gli adempimenti previsti dal comma 1 bis.
Massime di principio
- Per l'autoriciclaggio non è necessario che tutte le somme impiegate derivino da reato: è sufficiente che almeno una parte sia di provenienza illecita.
- La valutazione della provenienza illecita può essere supportata da elementi indiziari e dalla ricostruzione dei flussi finanziari (es. versamenti su conto associativo, trasferimenti su conti personali, pagamenti di mutui con proventi illeciti).
- L'elemento di dissimulazione si valuta ex ante sulla base dell'idoneità della condotta a rendere difficoltosa l'identificazione della provenienza del profitto illecito, indipendentemente dall'esito degli accertamenti successivi.
- Il pericolo di reiterazione va valutato prognosticamente sulla base delle modalità concrete dei fatti, della durata dell'attività criminosa, del ruolo del soggetto e del contesto; non è sufficiente richiamare solo la gravità astratta del titolo di reato.
- La scelta della misura cautelare è rimessa al giudice che deve motivare adeguatamente l'inefficacia di misure meno afflittive; la valutazione sull'impossibilità di utilizzo del controllo elettronico può essere implicita nella decisione che esclude misure alternative.
- I ricorsi con motivi generici o non specifici possono essere dichiarati inammissibili; le censure devono essere puntuali e supportate da argomentazione concreta per essere considerate in sede di legittimità.
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