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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20164/2024 del 21/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione, preso atto della sopravvenuta estinzione del reato per remissione di querela, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto. Ha inoltre condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p. Il pubblico ministero aveva concluso in tal senso richiedendo l'annullamento senza rinvio.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Firenze che lo aveva condannato per il reato di truffa (art. 640 c.p.) con riconoscimento della recidiva reiterata. Nel corso del tempo utile per proporre ricorso per Cassazione è intervenuta la remissione di querela, accettata dalla parte offesa, determinando la sopravvenuta carenza della condizione di procedibilità per il reato perseguibile a querela. Il difensore ha quindi chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata alla luce dell'estinzione del reato.

Norme richiamate

  • d.l. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8

    Citata in relazione alla celebrazione del procedimento con contraddittorio scritto; indica la modalità processuale seguita nel procedimento di Cassazione.

  • codice penale, art. 640 (truffa)

    Norma sostanziale che disciplina il reato contestato all'imputato; la responsabilità per tale reato era stata confermata in appello ma è divenuta inesigibile per sopravvenuta estinzione del reato mediante remissione di querela.

  • codice di procedura penale, art. 340, comma 4

    Norma processuale richiamata per la statuizione sulle spese processuali; la Corte ha condannato l'imputato al pagamento delle spese in base a tale disposizione.

  • istituto: remissione di querela

    Fatto estintivo della procedibilità per i reati perseguibili a querela di parte: la rinuncia alla querela da parte della persona offesa, accettata, determina la carenza della condizione di procedibilità e l'estinzione del reato, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza penale definita.

Massime di principio

  • La remissione di querela, quando valida e intervenuta prima che il procedimento diventi irrevocabile, estingue il reato perseguibile a querela e determina la sopravvenuta carenza della condizione di procedibilità.
  • Se la sopravvenuta estinzione del reato si verifica prima della decisione di legittimità, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato.
  • La presenza di circostanze aggravanti o della recidiva non impedisce l'estinzione del reato per remissione di querela, quando questa sia efficace rispetto al titolo di punibilità.
  • La remissione di querela deve essere valutata attentamente quanto a tempus (quando è intervenuta) e a forma/accettazione per verificarne l'efficacia estintiva; in casi dubbi è opportuno produrre documentazione che ne attesti l'accettazione.
  • L'annullamento per estinzione del reato non equivale a una dichiarazione di innocenza sul merito: incide sull'estinzione del titolo di punibilità ma può non incidere su profili civili o eventuali responsabilità di natura diversa.
  • Anche se il pubblico ministero o la parte resistente non si oppongono, è compito della Corte verificare d'ufficio la sussistenza della condizione di procedibilità e l'effetto estintivo della remissione.

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