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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24503/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge (art. 81 cod. pen.) e vizio di motivazione: si censura l'individuazione del reato piu grave in favore della rapina gia giudicata con sentenza irrevocabile anziche di un'altra rapina del procedimento attuale; si lamenta la mancata esplicitazione motivazionale e il mancato rispetto dell'art. 187 disp. att. cod. proc. pen.; si contesta inoltre la determinazione degli aumenti per continuazione, ritenuti piu alti rispetto a quelli indicati in primo grado e non adeguatamente differenziati per i singoli reati, con richiamo del divieto di reformatio in peius.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la scelta della Corte d'appello di considerare piu grave la rapina gia oggetto di decisione irrevocabile, operando il confronto tra le pene irrogate per i fatti già giudicati e quelle applicate ai reati in esame. La motivazione, sebbene sintetica, e stata giudicata congrua e sufficiente a verificare la proporzionalita degli aumenti disposti per continuazione (complessivi 2 anni e 9 mesi e euro 600 di multa per le tre rapine, oltre mesi e euro 300 per le tre contravvenzioni), e l'assenza di cumulo materiale surrettizio. E' stato altresi affermato che la modifica degli aumenti non viola il divieto di reformatio in peius quando la ristrutturazione della continuazione produce una riduzione complessiva della pena; il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Regola l'aumento di pena per reati in continuazione; la Corte ha verificato che gli aumenti applicati fossero proporzionati, nei limiti previsti, e non costituissero un cumulo materiale surrettizio.

  • art. 187 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente per la determinazione del reato piu grave; la Corte ha ritenuto che il confronto corretto fosse tra le pene gia irrogate e quelle da irrogare, e che la motivazione fornita fosse adeguata.

  • art. 628 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di rapina; la Corte ha richiamato l'entita del danno e la pluralita delle vittime per giustificare la maggiore gravita della rapina gia irrevocabile.

  • art. 4, legge 110/1975

    Rilevata in relazione alle contravvenzioni per porto di arma bianca; la Corte ha quantificato aumenti specifici anche per tali contravvenzioni (mesi e importi indicati).

  • art. 132 cod. pen.

    Richiamato indirettamente sul potere discrezionale di determinare la pena; la Corte ha escluso abuso di tale potere nella rideterminazione operata in appello.

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Norma sul divieto di reformatio in peius in sede di impugnazione; la Corte ha osservato che la modifica degli aumenti non viola tale divieto quando la ristrutturazione della continuazione comporti complessivamente una riduzione della pena e non un peggioramento complessivo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese processuali in Cassazione; il ricorrente e stato condannato al loro pagamento.

  • art. 23, comma 8, D.L. 28/10/2020, n. 137

    Prevede la trattazione scritta del procedimento in Cassazione; la causa e stata trattata ai sensi di tale disposizione.

Massime di principio

  • Quando parte dei reati e gia stata giudicata con sentenza irrevocabile e parte e sub iudice, la determinazione del reato piu grave si effettua confrontando le pene gia irrogate con quelle da irrogare per i reati in corso: si devono rapportare grandezze omogenee e rispettare il giudicato.
  • La motivazione che indica quale reato sia considerato piu grave puo essere sintetica ma deve consentire di verificare la congruita e la proporzionalita della scelta rispetto alle sanzioni applicate.
  • Gli aumenti per continuazione devono essere commisurati e motivati; il giudice d'appello puo rideterminare gli aumenti individuali se la ristrutturazione della continuazione cambia la disciplina complessiva, purché non risulti un peggioramento complessivo vietato dal divieto di reformatio in peius.
  • Non e possibile ottenere la Cassazione per una generica rivalutazione della gravita concreta dei singoli fatti; le censure di merito prive di specificita sono inammissibili.
  • La verifica contro il cumulo materiale e il rispetto dei limiti di legge devono essere esplicitati nella motivazione: l'assenza di un cumulo surrettizio e la proporzionalita degli aumenti sono elementi decisivi per la legittimita della nuova determinazione della pena.
  • In appello, la modifica della struttura di pena e degli aumenti e lecita se produce una ristrutturazione complessiva che non comporti un aggravamento globale rispetto all'entita della sanzione precedente.

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