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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08923/2023 del 29/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

La controversia nasceva dalla realizzazione di un fabbricato a uso produttivo su un terreno del Comune di Paolisi, ritenuto dal vicino costruito in violazione delle distanze legali dal confine previste dagli strumenti urbanistici locali. Il proprietario confinante chiedeva la demolizione o l'arretramento dell'opera e il risarcimento dei danni. Dopo l'accoglimento della domanda in primo grado e il rigetto dell'appello, la società acquirente dell'opificio proponeva ricorso per cassazione deducendo la violazione e falsa applicazione dell'art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 e della variante urbanistica approvata in conferenza di servizi e dal consiglio comunale. Secondo la ricorrente, la variante semplificata avrebbe dovuto incidere anche sulle previsioni edilizie del progetto e avrebbe consentito di ritenere legittima la costruzione senza applicare le distanze previste dal P.R.G.; sosteneva quindi che la corte territoriale avesse erroneamente limitato l'effetto della variante al solo mutamento di destinazione dell'area.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato l'unico motivo di ricorso. Ha affermato che la variante semplificata ex art. 5 D.P.R. n. 447/1998 è istituto eccezionale e alternativo che consente una deroga procedurale per favorire l'insediamento di attività produttive, ma non comporta di per sé la deroga automatica alle norme urbanistiche ed edilizie generali, incluse quelle sulle distanze tra costruzioni e confini. Ha inoltre ribadito che, nei rapporti tra privati, la legittimità urbanistico-edilizia dell'opera non incide sui diritti del terzo proprietario confinante. Di conseguenza, è stata confermata la decisione di merito che imponeva il rispetto della distanza di 5 metri prevista dal P.R.G. e il ricorso è stato rigettato, con condanna della ricorrente alle spese e applicazione dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 5 D.P.R. n. 447/1998

    La variante semplificata è un istituto eccezionale e derogatorio sul piano procedurale, finalizzato ad agevolare l'insediamento di attività produttive, ma non consente automaticamente di derogare alle regole generali sulle distanze tra costruzioni e confini previste dagli strumenti urbanistici e integrate nell'ordinamento civile.

  • art. 2 D.P.R. n. 447/1998

    È richiamato per distinguere l'individuazione delle aree produttive dall'approvazione della variante urbanistica semplificata, ma la Corte aderisce alla tesi per cui l'art. 5 non equivale a un'autorizzazione a superare ogni prescrizione edilizia.

  • art. 873 c.c.

    Viene evocato come norma integrata dalle previsioni urbanistiche locali in materia di distanze; la Corte conferma che tali prescrizioni restano operanti nei rapporti tra privati.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    La Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di ricorso rigettato.

  • art. 111 c.p.c.

    È richiamato per l'intervento dei successori a titolo particolare nel diritto controverso.

Massime di principio

  • La variante urbanistica semplificata per insediamenti produttivi ha natura eccezionale e opera sul piano procedurale-amministrativo, ma non elimina automaticamente l'applicazione delle distanze legali o regolamentari tra fabbricati e confini.
  • Nel rapporto tra privati, la regolarità urbanistico-edilizia del manufatto non preclude al vicino la tutela dei propri diritti dominicali, quando l'opera violi le distanze imposte dalla disciplina civilistica o urbanistica integrativa.
  • Le prescrizioni degli strumenti urbanistici locali in tema di distanze dal confine mantengono efficacia integrativa dell'art. 873 c.c. salvo una chiara e specifica deroga normativa.
  • La procedura di approvazione semplificata di una variante non equivale, di per sé, ad autorizzare deroghe sostanziali alle regole edilizie generali se la deroga non emerge in modo espresso dal titolo o dalla disciplina applicabile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCompravendita immobiliareProprietà
RamiProcesso civileImmobiliareDiritti reali
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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