Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31207/2023 del 19/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso il rigetto della domanda di riparazione per ingiusta detenzione subita dal 15/10/2013 al 03/11/2016. La Corte d'appello aveva escluso il diritto all'indennizzo ritenendo che il ricorrente avesse concorso a dare causa alla detenzione per colpa grave, in quanto aveva pubblicamente schiaffeggiato e ingiuriato ANDOLFI Nunzio dando avvio a una escalation fra clan che avrebbe avuto come epilogo un fatto omicidiario. Il ricorrente deduceva invece che la condotta era un episodio di lite occasionale, non grave colpa, temporalmente remoto rispetto al fatto omicidiario e privo di nesso causale diretto; inoltre la misura cautelare si fondava su dichiarazioni di un collaboratore ritenute inattendibili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato alla Corte d'appello per un nuovo esame. La Cassazione ha ritenuto la motivazione del giudice della riparazione insufficiente e generica nel descrivere la colpa grave e nel dimostrarne il nesso causale con la custodia cautelare. Ha richiamato i criteri di valutazione 'ex ante' del giudice della riparazione e l'obbligo di esaminare tutti gli elementi probatori utilizzabili, nonché la necessità di appurare un apprezzabile collegamento causale fra la condotta contestata e la detenzione.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    La colpa grave prevista dall'art. 314 c.p.p. esclude il diritto all'equa riparazione solo se emerge una condotta dolosa o gravemente colposa e sussiste un apprezzabile collegamento causale tra tale condotta e l'adozione o il mantenimento della misura cautelare

  • Giurisprudenza della Cassazione richiamata

    sez. 4 n. 9212/2013; sez.4 n.19180/2016; sez.4, 15.9.2016, Piccolo; sez.3 n.45593/2017; sez.4 n.10793/2019

    Principi applicati: il giudice della riparazione valuta ex ante se la condotta abbia creato la falsa apparenza di configurabilità del reato; possono essere esaminati elementi probatori d'indagine se non espressamente esclusi in dibattimento; la colpa grave non può essere ricavata da meri sospetti e richiede un'effettiva incidenza causale sulla misura cautelare

Massime di principio

  • Per ottenere o escludere l'indennizzo per ingiusta detenzione il giudice deve compiere una valutazione ex ante autonoma rispetto al giudizio di merito, concentrandosi sul fatto se la condotta abbia effettivamente generato la falsa apparenza del reato
  • La colpa grave ai sensi dell'art. 314 c.p.p. non sussiste per comportamenti di lieve entità o per semplici litigi occasionali; occorre rilevare una grave imprudenza o negligenza e, soprattutto, un collegamento causale apprezzabile con l'adozione o il mantenimento della misura cautelare
  • Non è sufficiente un antecedente remoto o vago per escludere l'indennizzo: deve essere spiegato in modo concreto e motivato come l'episodio abbia influito sulla decisione cautelare
  • Gli elementi probatori d'indagine possono essere valutati nella fase di riparazione se non sono stati espressamente esclusi nel dibattimento; tuttavia la valutazione deve considerare l'attendibilità e il ruolo centrale di eventuali dichiarazioni di collaboratori di giustizia
  • La mera esistenza di sospetti non autorizza l'emissione di misure cautelari né legittima automaticamente l'esclusione della riparazione; il giudice deve indicare i passaggi logico-motivazionali che collegano la condotta del ricorrente alla custodia cautelare
  • In situazioni analoghe è opportuno documentare temporalità, causalità e prevedibilità della reazione altrui: se la condotta era prevedibilmente idonea a scatenare ritorsioni che avrebbero determinato l'iscrizione o la custodia cautelare, ciò può integrare colpa grave, altrimenti no

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.