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Sentenza

Sentenza n. 1900/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501004

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del decreto ingiuntivo n. 169/2024 del Tribunale di Catanzaro, divenuto definitivamente esecutivo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore)

Prevale il privato

La controversia

La banca ha proposto azione di ottemperanza per ottenere l’esecuzione del decreto ingiuntivo del 26 marzo 2024, che aveva condannato l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone al pagamento di € 242.511,20, oltre agli interessi previsti dal d.lgs. 231/2002 dalle singole scadenze al saldo, nonché alle spese e ai compensi liquidati nel procedimento monitorio. Il decreto, non opposto, era divenuto definitivamente esecutivo ed era stato notificato il 18 giugno 2024. La ricorrente ha chiesto il pagamento delle somme dovute, al netto degli eventuali pagamenti parziali intervenuti. L’amministrazione, non costituitasi, non ha dimostrato di avere adempiuto.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che il titolo giudiziale è passato in giudicato, che l’amministrazione è tenuta a darvi integrale esecuzione e che non ha provato l’adempimento, benché ne avesse l’onere. Ha quindi ordinato all’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone di pagare le somme indicate nel decreto ingiuntivo, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza. Per l’eventuale inadempimento ha nominato Commissario ad acta il Prefetto di Crotone, con facoltà di delega, da attivare su istanza della ricorrente dopo la scadenza dei 60 giorni e da eseguire nei successivi 90 giorni. Il compenso del Commissario sarà liquidato separatamente e posto a carico dell’amministrazione inadempiente. L’Azienda è stata inoltre condannata alle spese del giudizio, liquidate in € 2.852,00, oltre contributo unificato, spese generali, IVA e CPA.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    sussistono, pertanto, tutti i requisiti per l’accoglimento dell’azione di ottemperanza, ai sensi degli artt. 112 ss. del c.p.a.

    Ricorrono i presupposti per l’ottemperanza quando il titolo giudiziale è passato in giudicato e l’amministrazione non dimostra di avervi dato esecuzione; il giudice può ordinare l’adempimento e nominare un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.

  • art. 114 c.p.a.

    in caso di inerzia dell’amministrazione oltre il predetto termine, a tanto debba provvedere, quale Commissario ad acta, il Prefetto di Crotone, con facoltà di delega ad altro dirigente o funzionario dello stesso Ufficio

    Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare un termine per l’adempimento e nominare un commissario ad acta, individuando l’organo incaricato e prevedendo la facoltà di delega.

Massime di principio

  • In sede di ottemperanza a un titolo giudiziale passato in giudicato, l’amministrazione è tenuta all’integrale adempimento; se non prova di avere eseguito il titolo, il giudice può ordinarle il pagamento delle somme dovute, detratto quanto eventualmente già corrisposto.
  • Il giudice dell’ottemperanza può fissare un termine per l’adempimento e, in caso di ulteriore inerzia, nominare un commissario ad acta, stabilendo che il suo intervento sia attivato su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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