Cassazione Penale, Sentenza n. 47340/2023 del 24/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che il sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari reali è limitato a motivi di violazione di legge e che la motivazione del Tribunale di Como non risultava apparente o mancante. Il ricorso è stato considerato generico e reiterativo di censure e prove già esaminate in sede di merito.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Como che aveva rigettato la richiesta di sequestro preventivo ai sensi dell'art. 240-bis c.p.p. fino alla concorrenza di €4.042.889,88 per la presunta sproporzione tra redditi dichiarati e beni nella disponibilità dell'imputato; il PM contestava la carenza o mera apparenza della motivazione del Tribunale, sostenendo che vi erano elementi concreti a dimostrare il periculum in mora (uso sistematico di prestanomi e intestazioni fittizie; dichiarazioni di Ficarra Domenico).
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Norma che disciplina l'associazione di tipo mafioso; è stata richiamata in relazione alla condanna dell'imputato, ma la condanna stessa non sostituisce la valutazione del requisito del periculum in mora per il sequestro preventivo.
art. 240-bis c.p.p.
Consente il sequestro preventivo per i reati indicati fino alla concorrenza della sproporzione tra redditi dichiarati e beni; richiede la sussistenza del periculum in mora (rischio di dispersione/occultamento) come presupposto per l'apposizione del vincolo reale.
art. 325 c.p.p.
Limita il sindacato della Corte di Cassazione sui provvedimenti cautelari reali ai soli motivi attinenti alla violazione di legge; rientrano in tale nozione anche vizi di motivazione così gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
Massime di principio
- La sola condanna per reati, anche di tipo mafioso, non è di per sé sufficiente a motivare un sequestro preventivo: è necessario dimostrare il periculum in mora con elementi specifici e concreti.
- In Cassazione avverso provvedimenti cautelari reali il controllo è principalmente di diritto; i ricorsi che si limitano a riproporre fatti o prove già valutate dal giudice di merito rischiano di essere dichiarati inammissibili.
- Per fondare il periculum conviene documentare condotte concrete (uso sistematico di prestanomi, trasferimenti fraudolenti, indizi di occultamento o dispersione dei beni) e non basarsi esclusivamente sulla condanna penale.
- Il ricorso in Cassazione deve individuare vizi normativi o difetti di motivazione radicali (contraddittorietà o mancanza di ragionamento comprensibile) per superare il filtro di ammissibilità previsto dall'art. 325 c.p.p.
- Il pubblico ministero, quando chiede misure reali, dovrebbe presentare argomentazioni nuove o evidenziare errori di diritto nella motivazione del giudice, evitando la mera reiterazione delle stesse prove già esaminate.
Testo integrale
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