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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 397/2022 del 11/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso la sentenza di condanna in appello per omicidio colposo aggravato (violazione norme circolazione stradale). Il ricorrente contestava principalmente: 1) violazione del principio del ragionevole dubbio (art. 533 c.p.p.), sostenendo che la Corte di appello si era basata su dichiarazioni predibattimentali del teste Canolla prive di valore probatorio a sostegno della condanna; 2) vizio di motivazione sulla misura soggettiva della colpa e sulla prevedibilità/esigibilità di una diversa condotta di guida (riferendosi anche all'art. 141 c.d.s.), lamentando l'assenza di elementi che dimostrassero che una velocità inferiore avrebbe evitato l'evento.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di cassazione ha ritenuto legittima la valutazione della Corte d'appello: i giudici di merito hanno correttamente utilizzato le dichiarazioni predibattimentali per valutare la credibilità del teste ai sensi dell'art. 500, comma 2, c.p.p., hanno escluso la ricostruzione alternativa proposta dal primo giudice (manovra improvvisa della SEAT) e hanno accertato che l'incidente è stato determinato dall'eccessiva velocità dell'AUDI guidata dal Merendoni. È stata inoltre richiamata l'applicabilità del principio di equivalenza delle cause ex art. 41 c.p. quale fondamento della rilevanza causale della condotta dell'imputato. Conseguentemente la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al principio del ragionevole dubbio; la Corte ha ritenuto che, rispetto all'insieme probatorio, non sussistano dubbi ragionevoli tali da impedire la condanna.

  • art. 500, comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte di merito ha legittimamente considerato le dichiarazioni predibattimentali del teste Canolla ai fini della valutazione della sua credibilità, come consentito dall'art. 500, comma 2, per delibare l'attendibilità delle deposizioni.

  • art. 141 codice della strada

    Richiamato dalla difesa come regola cautelare generale (dovere di prudenza nel sorpasso); la Corte ha ritenuto che la sola richiamata violazione non fosse di per sé sufficiente a escludere il nesso causale imputabile all'eccessiva velocità del ricorrente senza un'analisi fattuale più precisa.

  • art. 41 cod. pen.

    Richiamato per il principio di equivalenza delle cause: la serie causale avviata dall'urto provocato dall'AUDI è stata ritenuta causalmente efficiente rispetto all'evento finale (morte della vittima).

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale menzionata nella introduzione dei motivi di ricorso (indicazione sintetica dei motivi di cassazione); non incide sul merito delle valutazioni probatorie svolte dalla Corte.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni rese prima del dibattimento possono essere utilizzate dal giudice per valutare la credibilità del teste (art. 500 c.p.p.); non sono automaticamente escluse dalla valutazione probatoria.
  • La Corte d'appello ha ampia discrezionalità nel rinnovare e valutare la prova testimoniale; la cassazione verifica soprattutto la correttezza logica e giuridica della motivazione, non un nuovo esame fattuale.
  • Per impugnare una condanna per omicidio colposo per eccesso di velocità non è sufficiente sollevare il dubbio astratto: il ricorrente deve mostrare vizi specifici nella valutazione delle prove o l'insufficienza dell'accertamento del nesso causale.
  • Il principio di equivalenza delle cause (art. 41 c.p.) rende rilevante anche una prima collisione che abbia avviato una serie causale poi culminata nell'evento lesivo fatale.
  • Quando la difesa invoca la prevedibilità/evitabilità dell'evento (es.: che una velocità più bassa avrebbe evitato l'incidente), è necessario indicare elementi concreti che colleghino la condotta alternativa alla rimozione del pericolo; mere ipotesi generiche non sono persuasive.

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