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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39555/2023 del 29/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La difesa deduceva l'inesatta indicazione della data dell'udienza nel decreto di citazione per il giudizio d'appello: nel decreto era indicata la data del 7 dicembre 2022, mentre la sentenza è stata pronunciata il 12 gennaio 2023, senza alcun atto intercorso (es. rinvio o controcitazione) che giustificasse il mutamento della data.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo. Dopo esame diretto degli atti ha constatato l'assenza di qualsiasi atto che giustificasse lo spostamento dall'udienza del 7 dicembre 2022 a quella del 12 gennaio 2023; ha qualificato il vizio come nullità assoluta ai sensi degli artt. 178 comma 1 lett. c) e 179 comma 1 c.p.p., affermando che la presunta conoscenza della data effettiva da parte del difensore non è idonea a sanare tale nullità. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Messina per il prosieguo del giudizio (nuovo corso).

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale

    art. 178, comma 1, lett. c)

    Il vizio relativo alla notifica/citazione (qui: indicazione errata della data dell'udienza) integra una nullità assoluta, con conseguente invalidità del provvedimento che ne è affetto.

  • Codice di procedura penale

    Conferma il carattere della nullità come assoluta quando ricorrono le fattispecie elencate; la Corte ha richiamato questa disposizione per qualificare la nullità riscontrata.

  • Decreto-Legge n. 137/2020

    Disposizione richiamata per la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto; la procedura è stata seguita ai sensi della norma emergenziale indicata.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite)

    Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001; Sez. U, n. 24591 del 16/07/2020

    Principio secondo cui, sulle questioni di natura processuale, la Corte di Cassazione è anche giudice del fatto e può, nei limiti necessari, esaminare direttamente gli atti processuali per risolvere le questioni procedurali sollevate.

  • Giurisprudenza richiamata nella decisione

    sent. n. 9464/2017; sent. n. 26507/2015

    Precedenti utilizzati per sostenere che l'errore nella indicazione della data dell'udienza e l'assenza di atto che ne giustifichi la modifica integrano una nullità assoluta non sanabile dalla mera conoscenza della data effettiva.

Massime di principio

  • Se il decreto di citazione indica una data d'udienza e la decisione è pronunciata in data diversa senza alcun atto (rinvio, controcitazione, provvedimento formale) che giustifichi lo spostamento, il vizio configura una nullità assoluta.
  • La mera conoscenza extraprocessuale o documentale della data effettiva da parte del difensore non è sufficiente a sanare una nullità assoluta prevista dagli artt. 178 e 179 c.p.p.
  • Sulle questioni processuali la Corte di Cassazione può esaminare direttamente gli atti e valutare anche elementi di fatto nei limiti necessari per decidere la questione di diritto sollevata.
  • In presenza di una nullità assoluta di tal genere la conseguenza pratica è l'annullamento della sentenza impugnata e la trasmissione degli atti per il nuovo corso del giudizio (nuovo esame in sede d'appello).
  • Per evitare rischi processuali, difensori e parti devono verificare tempestivamente la corrispondenza tra atti di citazione/convocazione e le effettive udienze, documentando eventuali rinvii o modifiche e chiedendo formalmente la regolarizzazione degli atti se necessario.
  • Occorre distinguere i vizi rimediabili (nullità relative o sanabili) da quelli che la legge qualifica come nullità assolute: i secondi comportano l'annullabilità d'ufficio e non sono sanati dall'inerzia o dalla conoscenza informale della parte.

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