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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11323/2025 del 20/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la sua responsabilità per resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio a pubblico ufficiale, nonché il diniego della sospensione condizionale della pena. Nel ricorso ha contestato il giudizio di colpevolezza e ha invocato, in via alternativa, l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e della causa di giustificazione prevista dall'art. 393-bis c.p.; ha inoltre dedotto profili relativi al trattamento sanzionatorio. La Corte ha rilevato che i primi motivi riproponevano doglianze già esaminate e respinte in appello con argomentazioni congrue e immuni da vizi logici, mentre le questioni sull'art. 393-bis c.p. e sull'art. 131-bis c.p. non erano state devolute al giudice di appello e richiedevano valutazioni di merito non consentite in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure sulla responsabilità per resistenza e oltraggio e sulla mancata concessione della sospensione condizionale della pena si risolvessero in una riproposizione di questioni già correttamente disattese nel merito; ha inoltre escluso la possibilità di esaminare in cassazione, in assenza di previa devoluzione e verifica di merito, le questioni relative all'applicabilità dell'art. 393-bis c.p. e dell'art. 131-bis c.p. Dall'inammissibilità è derivata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Norma richiamata per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, rispetto al quale la Corte ha ritenuto inammissibili le censure perché già vagliate e disattese in appello.

  • art. 341-bis c.p.

    Norma richiamata per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, rispetto al quale la Corte ha ritenuto inammissibili le censure perché già vagliate e disattese in appello.

  • art. 393-bis c.p.

    Richiamato dalla difesa come possibile scriminante; la Corte ha escluso l'esame perché questione non devoluta al giudice di appello e comunque non scrutinabile senza previa verifica di merito.

  • art. 131-bis c.p.

    Richiamato dalla difesa in tema di particolare tenuità del fatto; la Corte ha escluso l'esame perché tema non devoluto in appello e non scrutinabile per la prima volta in cassazione.

  • art. 616 c.p.p.

    Richiamato per le conseguenze economiche dell'inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità sono inammissibili le censure che si risolvono nella mera riproposizione di questioni di fatto o di valutazioni già affrontate e motivate in modo congruo e logicamente coerente dai giudici di merito.
  • La Corte di cassazione non può esaminare questioni di diritto o di merito non previamente devolute al giudice di appello, quando l'esame richieda una verifica fattuale o valutativa che esuli dai poteri di legittimità.
  • L'applicabilità dell'art. 393-bis c.p. e dell'art. 131-bis c.p. non può essere dedotta utilmente per la prima volta in cassazione se non è stata oggetto di specifica devoluzione nei gradi di merito.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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