Ordinanza n. 1928/2026 - Roma, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1) del Provvedimento n. 20250037777 del 07.01.2026 del Consolato Generale d'Italia in Istanbul, notificato il 15.01.2026 con il quale comunica nei confronti della ricorrente il diniego del visto ex art. 4 comma 2 DL 286/1998 ed ex art. 6 bis DPR 334/2004; 2) di tutti gli atti del procedimento che hanno portato al provvedimento impugnato nonché degli atti necessari, presupposti, connessi e conseguenti, ivi compresi quelli a carattere generale, sia noti che ignoti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di visto per studio adottato dal Consolato Generale d'Italia in Istanbul per asserita insufficienza delle risorse economiche
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente visto)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego del visto, notificato il 15 gennaio 2026, deducendo l'illegittimità del provvedimento e chiedendone la sospensione cautelare. Il diniego era motivato dall'assenza di adeguate risorse economiche. In sede cautelare, la ricorrente ha rappresentato e documentato la disponibilità di somme significativamente superiori a quelle previste dalla normativa pertinente, idonee a garantire il percorso di studio, nonché il regolare pagamento delle spese universitarie già dovute.
La decisione
Il TAR ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris, rilevando che dagli atti emergevano plurimi elementi fattuali incompatibili con il presupposto posto a base del diniego, in particolare la disponibilità di risorse economiche ben superiori a quelle richieste e il regolare pagamento delle spese universitarie. Ha quindi accolto la domanda cautelare e ordinato all'Amministrazione di riesaminare l'istanza entro il termine massimo di 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, rispettando quanto affermato nella motivazione e considerando anche l'eventuale ulteriore documentazione sopravvenuta o disponibile. Le spese della fase cautelare sono state compensate, in ragione della peculiarità della vicenda e della numerosità delle istanze quotidianamente esaminate dal Consolato.
Norme richiamate
art. 4, comma 2, d.lgs. 286/1998
Richiamato quale base normativa del diniego del visto.
art. 6-bis d.P.R. 334/2004
Richiamato quale ulteriore base normativa del diniego del visto.
art. 55 c.p.a.
Applicato per la decisione sulla domanda cautelare e per l'adozione dell'ordine di riesame.
Massime di principio
- In sede cautelare, il diniego di un visto per studio può essere sospeso quando la motivazione sull'insufficienza delle risorse economiche risulti contraddetta dalla documentazione attestante la disponibilità di somme superiori a quelle richieste dalla normativa pertinente e il regolare pagamento delle spese universitarie.
- Quando gli elementi disponibili evidenziano una possibile erroneità del presupposto fattuale del diniego di visto, il giudice amministrativo può ordinare all'Amministrazione il riesame dell'istanza entro un termine determinato, imponendo di considerare sia i dati già emersi sia l'ulteriore documentazione eventualmente disponibile.
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