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Sentenza

Sentenza n. 5259/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento - del verbale di accertamento di inottemperanza all'ingiunzione di demolizione di opere abusive ex art. 31 D.P.R. n. 380/2001, redatto in data 03/06/2026 dalla Polizia Municipale del Comune di Arzano, relativo all'ordinanza di demolizione n. 18 del 09/03/2025 con pedissequa irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria di € 500,00 ai sensi dell'art. 31, comma 4-bis, D.P.R. 380/2001;

Giustizia amministrativa202604616

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: verbale di accertamento di inottemperanza all’ingiunzione di demolizione, con irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria di 500 euro

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il verbale del 3 giugno 2026 con cui la Polizia Municipale aveva accertato l’inottemperanza all’ordinanza di demolizione n. 18 del 9 marzo 2025 e applicato la sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380/2001. Nel corso del giudizio il Comune ha comunicato e documentato di avere ritirato in autotutela, con ordinanza n. 128/2026, l’ordinanza di demolizione presupposta dal verbale impugnato. Il ricorrente ha riconosciuto che la propria pretesa sostanziale, diretta alla rimozione degli effetti dell’atto impugnato, era stata soddisfatta, ma ha insistito per la decisione sulle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l’annullamento in autotutela dell’ordinanza di demolizione presupposta aveva sostanzialmente soddisfatto la pretesa del ricorrente e rimosso il fondamento dell’atto impugnato. La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., previo avviso alle parti. Ai fini delle spese, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale, ma ha disposto la compensazione integrale: pur avendo il Comune ritirato l’ordinanza presupposta, il giudice ha ritenuto apprezzabile l’esistenza di un’attività edificatoria abusiva potenzialmente idonea a legittimare l’irrogazione di una sanzione edilizia ai sensi dell’art. 33 del d.P.R. n. 380/2001.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    verbale di accertamento di inottemperanza all’ingiunzione di demolizione di opere abusive; sanzione amministrativa pecuniaria

    La disposizione è richiamata quale base dell’ordinanza di demolizione e dell’accertamento di inottemperanza impugnato.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    sanzione amministrativa pecuniaria di € 500,00

    È indicata quale fondamento della sanzione pecuniaria irrogata con il verbale impugnato.

  • art. 33 d.P.R. 380/2001

    provvedimento sanzionatorio ex art. 33 TUed

    Il Collegio ha richiamato la disposizione per rilevare, ai fini della soccombenza virtuale, la possibile rilevanza dell’attività edificatoria abusiva.

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza semplificata dopo l’avviso alle parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione ritira in autotutela l’atto presupposto dell’atto impugnato e la pretesa sostanziale del ricorrente risulta integralmente soddisfatta, il giudizio può essere definito con dichiarazione di cessata materia del contendere.
  • Ai fini della regolazione delle spese, il giudice può applicare il criterio della soccombenza virtuale valutando quale parte avrebbe presumibilmente prevalso in base alla fondatezza della domanda, anche quando il giudizio si chiude per sopravvenuta soddisfazione della pretesa.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando, pur essendo venuto meno l’atto presupposto dell’atto impugnato, emergano elementi sostanziali — quali l’esistenza di un’attività edilizia abusiva — idonei a rendere non univoca la previsione dell’esito del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

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