Cassazione Penale, Sentenza n. 43638/2023 del 27/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Rimessione per decidere la competenza territoriale nel reato di aggiotaggio informativo commesso mediante operazioni informatiche (diffusione, tramite SDIR, di un comunicato stampa del 20/9/2019 ritenuto mendace). La questione era complessa per il contrasto giurisprudenziale sul "locus commissi delicti": se il reato si consideri consumato nel luogo di inserimento/invio (Torino), nel luogo di gestione/diffusione del sistema SDIR o della Borsa (Milano) o nel luogo di stoccaggio/server dal quale la notizia è resa effettivamente accessibile al pubblico (Roma).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto ammissibile la rimessione e, nel merito, ha individuato la competenza territoriale nel Tribunale di Roma. Motivo: il reato di aggiotaggio informativo è reato di mera condotta e di pericolo concreto che si consuma quando la notizia mendace diventa effettivamente accessibile in modo da manifestare la sua idoneità lesiva (prima "diffusione" nel senso tecnico‑regolamentare). Nel caso concreto non era possibile stabilire in maniera univoca che la ricevuta di diffusione fosse materialmente rilasciata in Milano; invece il comunicato risultò stoccato e reso accessibile sul data server ubicato a Roma: applicando la regola suppletiva (art. 9 c.p.p.) rispetto all'impossibilità di determinare il luogo della prima diffusione, va preso l'ultimo luogo in cui si è svolta una parte dell'azione, ossia Roma. La Corte ha quindi escluso la rilevanza decisiva del luogo di semplice invio/ upload quando il contenuto è crittografato e non ancora accessibile.
Norme richiamate
art. 24‑bis cod. proc. pen.
Consente al giudice rimettente di deferire alla Corte di Cassazione la questione di competenza per territorio; la Corte interpreta la norma come strumento discrezionale del giudice quando esista una questione "di una certa serietà" e sottolinea il vincolo informativo alle sole atti trasmessi dal giudice remittente.
art. 185 d.lgs. n. 58/1998 (art. 185 T.U.F.)
Delitto di aggiotaggio informativo: reato di mera condotta e di pericolo concreto che si consuma al momento della prima diffusione della notizia mendace, valutata nella sua idoneità a produrre una sensibile alterazione del prezzo dei titoli.
art. 16 cod. proc. pen.
Regola il giudice competente rispetto al reato più grave; applicata per attrarre la competenza sulle altre imputazioni correlate.
art. 113‑ter d.lgs. n. 58/1998
"informazioni regolamentate"
Disciplina la modalità di diffusione delle informazioni regolamentate e attribuisce alla Consob il potere di autorizzare soggetti terzi (SDIR) e di disciplinarne requisiti; fondamentale per definire quando una comunicazione societaria si considera "diffusa".
Regolamento emittenti (art. 65‑bis, 65‑quinquies, 65‑sexies, 65‑septies) e Allegato 31
Dettano i requisiti tecnici e procedurali per la diffusione e lo stoccaggio delle informazioni regolamentate tramite SDIR; ai sensi dell'Allegato 31 la diffusione si dà per avvenuta con la ricevuta di avvenuta diffusione rilasciata dallo SDIR (ricevuta collegata alla notificazione ai media).
punto 3.7 dell'Allegato Tecnico 31
"Uno 'S.D.I.R' deve rilasciare agli utilizzatori ricevuta dell'avvenuta diffusione ai media"
Stabilisce il criterio tecnico per ritenere avvenuta la diffusione: la ricevuta da almeno due media, di cui uno europeo, e dunque il rilascio della ricevuta è collegato al momento di diffusione.
art. 8, comma 1 cod. proc. pen.
Principio che la Corte ha richiamato per affermare il rilievo del luogo di consumo del reato; utilizzato nel ragionamento sull'impossibilità di determinare il locus della prima diffusione.
art. 9, comma 1 cod. proc. pen.
Regola suppletiva: quando non sia determinabile il luogo della consumazione, la competenza si determina con riferimento all'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione; applicata per ancorare la competenza a Roma (server di stoccaggio).
art. 2622 cod. civ.
Norma relativa alle false comunicazioni sociali, rilevante come reato concorrente la cui competenza è attratta dal reato più grave.
d.lgs. n. 231/2011 (artt. 5, 25‑ter, 25‑sexies, 25‑quinquiesdecies)
Rilevanti per la responsabilità amministrativa dell'ente (Juventus FC S.p.A.) collegata ai reati contestati; indicate nelle parti iniziali del procedimento.
giurisprudenza citata (es. Sez. 5 n. 28932/2011 Parmalat; Sez. 2 n. 12989/2012 Antonveneta; Sez. 1 n. 20612/2023; SS.UU. n. 17325/2015 Rocco)
La giurisprudenza offre due linee interpretative: 1) consumo nel luogo della prima diffusione (ragione usata per Milano nel passato); 2) consumo nel luogo in cui la condotta manifesta concretamente la possibilità di alterare il mercato (anche collegato alla sede della Borsa). La Cassazione, alla luce della normativa tecnica e del procedimento SDIR, interpreta tali precedenti in modo da ricondurre la consumazione al luogo in cui la notizia diventa effettivamente accessibile (nel caso specifico Roma).
Massime di principio
- Per i reati di manipolazione informativa la consumazione si verifica quando la notizia mendace diventa effettivamente accessibile in modo da manifestare la sua idoneità lesiva: non basta il mero invio o l'upload se il contenuto resta criptato e non fruibile.
- Quando la prima "diffusione" non sia determinabile con certezza, si applica la regola suppletiva (art. 9 c.p.p.) e si prende in considerazione l'ultimo luogo in cui si è svolta una parte dell'azione rilevante (es. server di stoccaggio da cui la notizia è resa accessibile).
- La disciplina tecnica/regolamentare (SDIR, requisiti Consob, Allegato 31) è centrale per definire il momento e il luogo della diffusione: gli effetti tecnico‑procedurali (ricevute di diffusione, stoccaggio) determinano il punto di riferimento per la competenza territoriale.
- Non è decisivo il luogo materiale dell'operatore che ha premuto "invio" se, al momento dell'invio, l'informazione è criptata e non accessibile; la valutazione del locus richiede l'analisi del processo di diffusione regolamentare e della concreta accessibilità al pubblico.
- In casi analoghi, è opportuno acquisire e documentare in modo preciso i log tecnici (timestamp, luogo di rilascio delle ricevute, identificazione delle prime fonti di diffusione) perché l'individuazione della competenza territoriale può dipendere da dettagli tecnici e dal luogo di stoccaggio/resa accessibile.
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