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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5871/2023 del 10/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gli imputati erano stati giudicati colpevoli in primo grado per tentata estorsione (richiesta di denaro per la restituzione di un'autovettura provento di furto), poi assolti in appello; il Procuratore generale aveva impugnato l'assoluzione in Cassazione ottenendo l'annullamento e il rinvio. In sede di rinvio la Corte d'appello ha confermato la condanna di primo grado. I ricorrenti hanno impugnato in Cassazione denunciando, tra l'altro: carenza e mera apparenza della motivazione; violazioni processuali e inutilizzabilità delle videoregistrazioni; illegittima fusione audio-video senza consulenza tecnica; travisamento della prova (identificazione, inserimento di moneta, valutazione di annuire); assenza di minacce idonee a configurare estorsione; e vizio nella determinazione della pena e nel diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato tutti i ricorsi come infondati o inammissibili. Ha ritenuto legittima la motivazione della Corte d'appello (anche se in parte mutuata da atti di parte), ha escluso che il ritardo o le difficoltà nel procure copia del file multimediale rendano inutilizzabile la prova, ha considerato lecita la combinazione in unico file di registrazioni audio e video (senza che ciò richieda per forza una consulenza tecnica), ha confermato che la valutazione del contenuto delle intercettazioni e l'identificazione sono questioni di merito inidonee a fondare un vizio di legittimità, ha stabilito che la minaccia può essere anche implicita/larvata e comunque idonea a coartare la vittima nel contesto concreto, e ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche sulla base della personalità e dei precedenti degli imputati. Conseguentemente i ricorsi sono stati rigettati e la condanna confermata.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Riferimento alla disciplina del tentativo: il delitto è stato contestato in forma tentata e valutato come tale nella sentenza.

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento alla partecipazione in concorso: la Corte ha ritenuto che gli imputati concorressero nella condotta estorsiva, valutazione di merito non sindacabile in Cassazione salvo manifesta illogicità.

  • art. 629 cod. pen.

    Norma che disciplina il delitto di estorsione; la Corte ha ritenuto integrati gli elementi del tentativo di estorsione, anche sulla base di minacce implicite valutate nel contesto.

  • art. 234 cod. proc. pen.

    Richiama la disciplina dei documenti acquisiti: il file video/audio era formalmente acquisito come documento e la Corte ha ritenuto legittimo il suo utilizzo.

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Usato per chiarire che l'obbligo di motivazione 'autonoma' si applica solo in casi specifici (misure cautelari inaudite) e non al giudizio di appello; dunque la Corte d'appello può mutuare ragioni anche da atti di parte.

  • art. 116 cod. proc. pen.

    Diritto delle parti di ottenere copia degli atti: la Corte ha affermato che difficoltà materiali nel procurarsi copia non determinano di per sé inutilizzabilità della prova, salvo concreto pregiudizio dimostrato.

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Norme sulle modalità di utilizzazione delle prove: la corte ha ritenuto che la fusione in unico file di registrazioni legittime non costituisce trasformazione probatoria che richieda per forza CTU.

  • art. 177 cod. proc. pen.

    Richiamata nelle censure relative alla regolarità delle prove: la corte ha ritenuto inammissibili le doglianze che non indicano quale divieto probatorio sarebbe stato violato.

  • art. 521 comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamata nella doglianza di mancata corrispondenza tra capo di imputazione e fatto accertato: la Corte ha escluso discrepanze rilevanti, ritenendo che la minaccia implicita rientri nella descrizione contestuale del fatto.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione: la Corte ha valutato l'ammissibilità e la fondatezza dei motivi alla luce dei limiti del sindacato di legittimità (divieto di rinnovare valutazioni di merito).

  • art. 62 n. 6 cod. pen.

    Riferimento alla circostanza attenuante comune: la richiesta è stata ritenuta generica e congetturale e quindi inammissibile; il giudice di merito ha discrezionalità nel concedere o meno attenuanti.

  • art. 178 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamata tra le norme difese, ma la Corte ha ritenuto le deduzioni in relazione a dette norme aspecifiche e non idonee a determinare inutilizzabilità della prova.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non sindaca valutazioni di merito (credibilità, interpretazione di intercettazioni, identificazioni): impugnazioni che chiedono una diversa lettura dei fatti sono spesso inammissibili o infondate.
  • La motivazione della sentenza di appello non è nulla se in parte riprende argomentazioni provenienti da atti di parte; il requisito di motivazione autonoma è limitato a casi particolari (es. misure cautelari inaudite).
  • La difficoltà o il ritardo nella produzione di copie di file multimediali non rende automaticamente inutilizzabili le prove: la difesa deve dimostrare un concreto pregiudizio o la violazione di una specifica norma probatoria.
  • La semplice fusione tecnica in unico file di registrazioni audio e video, senza alterazione del contenuto originario, non determina di per sé la nullità o l'inutilizzabilità della prova e non richiede necessariamente una consulenza tecnica se non emergono profili tecnici controversi.
  • La minaccia rilevante per il reato di estorsione può essere implicita o 'larvata' e deve essere valutata nel contesto concreto: circostanze ambientali, relazione tra le parti e riferimento a beni rubati possono integrare la coartazione della volontà della vittima.
  • La concessione o il diniego delle attenuanti generiche rientra nella discrezionalità del giudice di merito e solo vizi logico-giuridici gravi possono essere sindacati in Cassazione.
  • Per contestare l'utilizzabilità di una prova in Cassazione è necessario indicare con precisione quale norma sia stata violata e quale concreto pregiudizio sia derivato, altrimenti la censura risulta aspecifica e inammissibile.

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