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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47001/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore proponeva due motivi di ricorso: (1) nullità della sentenza per violazione dell'art. 175 c.p.p., sostenendo che non era stata considerata la richiesta del ricorrente di presenziare personalmente all'udienza camerale (richiesta non prodotta agli atti); (2) erronea applicazione dell'art. 133 c.p., lamentando che i giudici di merito non avrebbero effettuato un adeguato giudizio critico nella determinazione della pena base.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Quanto al primo motivo, è stato ritenuto inammissibile per genericità e violazione del principio di autosufficienza, poiché la richiesta di presenziare all'udienza è stata allegata in modo generico e non documentata. Quanto al secondo motivo, è stato ritenuto manifestamente infondato: la Corte d'appello aveva motivato congruamente la determinazione della pena richiamando la notevole inclinazione del ricorrente a delinquere (numerose condanne per reati contro il patrimonio), le modalità della condotta (commessa durante arresti domiciliari/ misura alternativa) e il considerevole quantitativo di stupefacente. Segue condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 61, n. 11-quater cod. pen.

    Richiamata come circostanza utilizzata in sede di accertamento della responsabilità e del trattamento sanzionatorio; la Corte ha considerato l'aggravante consistendo nell'aver commesso il fatto durante il periodo in cui il ricorrente era ammesso a misura alternativa

  • art. 73, comma 1-bis, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma del testo unico sugli stupefacenti che disciplina il reato contestato (illecita detenzione/traffico di sostanze stupefacenti); applicata per affermare la responsabilità penale del ricorrente in relazione alla quantità di stupefacente rinvenuta

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Norma procedurele relativa all'udienza camerale e alla presenza delle parti; la Corte ha ritenuto che la doglianza fosse generica e non autosufficiente perché la richiesta di presenza personale non era prodotta agli atti, pertanto non poteva fondare la nullità

  • art. 133 cod. pen.

    Norma sui criteri di determinazione della pena; la Corte ha richiamato il principio per affermare che il sindacato di legittimità sulle determinazioni del merito è limitato a vizi logico-giuridici e che, nel caso di specie, la determinazione della pena di merito era adeguatamente motivata

Massime di principio

  • Le doglianze processuali fondate su atti (es. richiesta di partecipazione all'udienza) devono essere documentate e allegate: la mancata produzione della prova rende la censura generica e inammissibile
  • Il principio di autosufficienza implica che il ricorso esponga i fatti e le prove in modo completo; censure apodittiche senza documentazione sono destinate a essere respinte
  • Il sindacato della Corte di legittimità sulle scelte sanzionatorie di merito è limitato: la determinazione della pena è sindacabile solo se affetta da vizi logico-giuridici o da motivazione manifestamente insufficiente
  • Fattori come recidiva, precedenti specifici, il fatto di aver commesso il reato durante una misura alternativa (arresti domiciliari) e l'ingente quantità di stupefacente giustificano in sede di merito un aumento della pena
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso può comportare la condanna alle spese processuali e al versamento di somme alla Cassa delle ammende; chi impugna deve valutare il rischio economico del ricorso infondato

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