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Sentenza

Sentenza n. 1872/2026 - Catania, Sezione 1

Giustizia amministrativa202402251

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaAzione risarcitoria

Atto impugnato: ordinanza che aveva disposto il divieto di transito sulla parte finale della strada provinciale SP 90 nel territorio del Libero Consorzio Comunale di Enna

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (ente locale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha proposto ricorso in riassunzione chiedendo di accertare la responsabilità del Libero Consorzio Comunale di Enna per i danni patrimoniali e non patrimoniali asseritamente arrecati all’immobile e all’attività commerciale in conseguenza del divieto di transito disposto con ordinanza del 27 maggio 2103, nonché la condanna dell’ente al pagamento di euro 3.500.000, o della diversa somma da accertare in corso di causa, oltre interessi e rivalutazione. L’amministrazione resistente ha eccepito la perenzione del ricorso e, comunque, la sua irricevibilità per tardiva proposizione dell’azione risarcitoria, contestandone anche l’infondatezza nel merito. Il TAR ha esaminato e accolto l’eccezione di perenzione, senza pronunciarsi sulla responsabilità dell’amministrazione né sulla fondatezza della domanda risarcitoria.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato perento ai sensi degli artt. 71, 81 e 83 c.p.a. Il ricorso era stato depositato il 17 ottobre 2024, mentre l’istanza di fissazione dell’udienza pubblica è stata depositata soltanto il 14 gennaio 2026, oltre il termine massimo di un anno previsto dall’art. 71, comma 1, c.p.a. La presentazione tempestiva dell’istanza di fissazione è stata ritenuta indispensabile per evitare la perenzione; tale effetto opera di diritto ed è rilevabile anche d’ufficio. Il giudice non ha quindi esaminato l’eccezione di irricevibilità per tardività dell’azione risarcitoria né il merito della domanda. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 71, comma 1, c.p.a.

    La discussione del ricorso deve essere chiesta da una delle parti con apposita istanza da presentare entro il termine massimo di un anno dal deposito del ricorso o dalla cancellazione della causa dal ruolo.

    L’istanza di fissazione dell’udienza deve essere presentata entro un anno dal deposito del ricorso, al fine di evitare la perenzione.

  • art. 81, comma 1, c.p.a.

    Il ricorso si considera perento se nel corso di una anno non sia compiuto alcun atto di procedura.

    La mancata attività processuale per un anno determina la perenzione del ricorso.

  • art. 83 c.p.a.

    La perenzione opera di diritto e può essere rilevata anche d’ufficio.

    La perenzione si produce automaticamente e può essere dichiarata dal giudice anche senza un’apposita eccezione di parte.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, l’istanza di fissazione dell’udienza deve essere depositata entro il termine annuale decorrente dal deposito del ricorso o dalla cancellazione della causa dal ruolo; il suo deposito tardivo non impedisce la perenzione.
  • La perenzione del ricorso amministrativo opera di diritto quando per un anno non sia compiuto alcun atto processuale rilevante e può essere rilevata d’ufficio dal giudice, anche se eccepita dalla parte resistente.
  • La dichiarazione di perenzione preclude l’esame delle questioni di merito e delle ulteriori eccezioni processuali non necessarie alla definizione del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardività

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