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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 387/2024 del 04/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 28/04/2023 che aveva rigettato la richiesta congiunta di applicazione delle pene sostitutive (lavoro di pubblica utilità, detenzione domiciliare sostitutiva e semilibertà) ai sensi dell'art. 20-bis cod. pen., relative a una pena di 2 anni di reclusione e 800,00 euro di multa. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il Tribunale non avrebbe valutato correttamente il percorso rieducativo positivo attestato dalla relazione dell'UEPE del 24/04/2023 e la disponibilità di un Centro infermieristico a offrirgli occupazione, elementi che avrebbero dovuto giustificare la concessione delle pene sostitutive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato, confermando l'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il Collegio ha ritenuto che il Tribunale avesse correttamente valutato le emergenze processuali e formulato un giudizio prognostico negativo sulla personalità e sulla pericolosità del ricorrente, alla luce dei numerosi precedenti penali e dell'assenza di elementi sufficienti di rivalutazione rieducativa. La Corte ha inoltre ritenuto che la relazione UEPE e l'offerta di lavoro avessero una valenza recessiva rispetto agli elementi processuali negativi. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 20-bis cod. pen.

    riferimento alle pene sostitutive per le pene detentive brevi, con richiamo al limite di applicazione per pene non superiori a quattro anni

    La norma richiede un giudizio prognostico positivo sulla personalità e sulle prospettive rieducative del condannato; il giudice dell'esecuzione può negare la sostituzione quando la natura e la gravità dei precedenti e l'assenza di elementi positivi non consentono una previsione di esito favorevole

  • art. 133 cod. pen.

    I criteri indicati per la determinazione della pena (indici di personalità e precedenti) sono richiamati per valutare la sussistenza del giudizio prognostico richiesto per le pene sostitutive; i precedenti penali possono rendere il reo immeritevole del beneficio

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, Capo III

    Richiamata per i parametri dosimetrici applicabili nella valutazione delle sanzioni sostitutive; serve come quadro comparativo per il giudizio prognostico

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 2, n. 28707 del 03/04/2013, Di Pasquale)

    Conferma il principio per cui il giudice può negare la sostituzione della pena anche esclusivamente sulla base dei precedenti penali senza dover aggiungere ragioni ulteriori e analitiche

Massime di principio

  • La concessione delle pene sostitutive ex art. 20-bis cod. pen. richiede un giudizio prognostico positivo sulla personalità e le prospettive rieducative del condannato; elementi positivi (relazioni UEPE, offerta di lavoro) possono non essere sufficienti se contrastati da un grave e consolidato quadro di precedenti
  • I precedenti penali e la valutazione della pericolosità sociale hanno un peso determinante: il giudice può negare la sostituzione anche basandosi prevalentemente su questi indici richiamati dall'art. 133 cod. pen.
  • In Cassazione non è sufficiente chiedere una rivalutazione dei fatti: il ricorso deve individuare profili di illegittimità o carenze logicomotivazionali ben circoscritti, altrimenti è considerato un tentativo di rinnovazione del giudizio di merito
  • La relazione positiva dell'UEPE e la disponibilità di impiego costituiscono elementi favorevoli ma recessivi; il loro valore dipende dalla compatibilità con il complessivo quadro processuale e dalla loro capacità di modificare il giudizio prognostico
  • Per aumentare le possibilità di ottenere pene sostitutive è necessario mostrare fatti concreti e durevoli di reinserimento (percorsi rieducativi continuativi, stabilità lavorativa reale, documentazione probante) e argomentare specificamente la rilevanza giuridica di tali elementi rispetto ai precedenti

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