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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41022/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava la qualificazione del fatto come "furto con strappo", sostenendo che dalla corretta valutazione delle dichiarazioni della persona offesa emergerebbe l'assenza di violenza (una semplice spinta per allontanarla mentre chiedeva la restituzione della catenina), chiedeva il riconoscimento dell'attenuante del fatto di lieve entità e delle circostanze attenuanti generiche, e denunciava carenze motivazionali della sentenza di merito

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che lo spintonamento della persona offesa, posto nel contesto (per consentire il passaggio della refurtiva al complice e per fronteggiare la reazione della vittima), costituisca violenza rilevante ai sensi dell'art. 628 c.p. e quindi legittimi la qualificazione e la condanna per furto con strappo. Ha altresì motivato il diniego delle attenuanti generiche richiamando la serialità e la pianificazione dei reati, le pregresse condanne e l'assenza di revisione critica dell'atteggiamento del ricorrente. Ha ritenuto non applicabile l'attenuante del fatto di lieve entità per la non lieve offensività complessiva (più aggressioni predatorie programmate, violenza anche verso gli intervenuti, rilevo del valore del monile). Il ricorso è stato condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che anche l'uso di un ridotto coefficiente di forza impeditiva (es. spintone) sia sufficiente a configurare violenza o minaccia ai fini dell'art. 628, integrando la fattispecie delittuosa contestata

  • art. 131-bis cod. pen. (attenuante del fatto di lieve entità)

    L'attenuante è stata ritenuta inapplicabile perché mancava la lieve offensività della condotta, valutata nella sua globalità (natura e modalità del fatto, numero e pianificazione delle aggressioni, valore del bene sottratto)

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6, n. 46931 del 25/10/2022; Sez. 2, n. 14901 del 19/03/2015; altre pronunce richiamate)

    Le pronunce richiamate confermano il principio secondo cui anche una forza limitata idonea a impedire la reazione della vittima integra violenza rilevante e che la valutazione in fatto del giudice di merito è insindacabile in Cassazione salvo vizi logico-giuridici

Massime di principio

  • Una spinta o un gesto di forza, anche se apparentemente lieve, può integrare violenza ai fini della configurazione del furto con strappo se è idoneo a impedire la reazione della vittima o a consentire l'attuazione del reato
  • L'attenuante del fatto di lieve entità non opera quando la condotta, valutata nella sua natura, modalità, mezzi, circostanze e conseguenze (es. serialità, pianificazione, valore del bene, violenza verso terzi), non presenti lieve offensività
  • Il giudizio di fatto svolto dal giudice di merito è difficilmente sindacabile in Cassazione: perché il ricorso sia ammissibile è necessario un effettivo confronto critico con le ragioni della sentenza impugnata e la deduzione di vizi logico-giuridici; motivi meramente reiterativi portano all'inammissibilità
  • La presenza di precedenti, la serialità e la pianificazione del reato sono elementi che ostano al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche
  • In caso di ricorso inammissibile la Corte può condannare il ricorrente alle spese processuali e infliggere una sanzione pecuniaria (es. versamento alla Cassa delle ammende)

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