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Ordinanza

Ordinanza n. 6316/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione Terza, n. 797/2021, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202110871

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanzaaltro

Atto impugnato: statuizione della sentenza del Consiglio di Stato n. 3490/2026 relativa alla liquidazione del compenso del verificatore

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (parti del giudizio)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il verificatore ha chiesto la revisione della liquidazione del proprio compenso, contestando l’esclusione dell’incremento previsto dall’art. 52 del d.P.R. n. 115/2002. Ha dedotto l’importanza e la complessità eccezionali dell’incarico, evidenziando l’incidenza della verificazione sulla decisione, l’utilità dell’elaborato, l’esame di una corposa documentazione e di diverse normative, la complessità del regolamento comunale sul sistema sanzionatorio, la difficoltà di qualificare e comprendere l’intervento di ristrutturazione edilizia e l’elevata qualità della prestazione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza del verificatore. Ha riconosciuto che la relazione era stata redatta con grande accuratezza, che era stata estremamente utile per la definizione del giudizio e che aveva persino indotto l’amministrazione resistente ad annullare in autotutela l’atto impugnato. Tuttavia, il Collegio ha ritenuto non integrato il requisito dell’eccezionalità richiesto dall’art. 52 del d.P.R. n. 115/2002. Le questioni esaminate non erano ordinarie o semplici e la documentazione era rilevante, ma tali elementi erano già stati valorizzati attraverso la liquidazione degli onorari percentuali nei massimi previsti dall’art. 11 del D.M. 30 maggio 2002, senza riduzioni, per un importo superiore a 10.000 euro oltre IVA. La maggiore accuratezza e utilità della prestazione, pertanto, non giustificavano anche l’incremento per complessità eccezionale.

Norme richiamate

  • art. 52 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    importanza, complessità e difficoltà “eccezionali”

    L’incremento del compenso è una facoltà del giudice e presuppone che importanza, complessità e difficoltà della prestazione raggiungano un livello eccezionale; la mera rilevanza, non ordinarietà o accuratezza dell’incarico non è sufficiente.

  • art. 11 D.M. 30 maggio 2002

    La liquidazione degli onorari percentuali nei massimi previsti può già compensare la rilevanza e la complessità non eccezionale dell’attività svolta, escludendo il riconoscimento di un ulteriore incremento.

Massime di principio

  • L’incremento del compenso del verificatore previsto dall’art. 52 del d.P.R. n. 115/2002 richiede una prestazione di importanza, complessità e difficoltà eccezionali; non è sufficiente che l’incarico sia rilevante, non ordinario, accurato o utile alla decisione.
  • Quando il giudice liquida gli onorari percentuali nei massimi previsti dalla tariffa, la maggiore complessità ordinaria o comunque non eccezionale della verificazione può ritenersi già adeguatamente remunerata e non giustifica un ulteriore incremento.
  • L’utilità determinante della verificazione per la definizione del giudizio, anche quando abbia contribuito all’annullamento in autotutela dell’atto impugnato, non comporta automaticamente il riconoscimento dell’incremento per complessità eccezionale.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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