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Sentenza

Sentenza n. 808/2026 - Salerno, Sezione 3

PER L'OTTEMPERANZA AL DECRETO INGIUNTIVO N. 136/2013 EMESSO DAL GIUDICE DI PACE DI BUCCINO.

Giustizia amministrativa202501985

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del decreto ingiuntivo n. 136/2013 del Giudice di pace di Buccino, quanto alla condanna al pagamento di spese e compensi di lite

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’ottemperanza al decreto ingiuntivo, immediatamente esecutivo, notificato al Comune unitamente all’atto di precetto, non opposto e divenuto definitivo. Il titolo condannava l’amministrazione al pagamento di € 18,50 per esborsi e € 250,00 per compensi, oltre CPA e IVA, con distrazione in favore del ricorrente. È stata dedotta e documentata la mancata esecuzione del titolo, nonché l’inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione, previsto per l’esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Il Comune non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo provati la rituale notificazione del decreto ingiuntivo, la sua esecutività e definitività, il decorso del termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996 e l’inadempimento dell’amministrazione, non avendo questa dimostrato l’avvenuta esecuzione. Ha ordinato al Comune di provvedere integralmente all’esecuzione del titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza. Per l’ulteriore inerzia ha nominato quale commissario ad acta il Prefetto di Salerno, con facoltà di delega, attribuendogli un successivo termine di 60 giorni dalla richiesta del ricorrente e ponendo compenso e spese a carico dell’amministrazione inadempiente. Il Comune è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in € 300,00 oltre accessori, rimborso forfettario e contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    termine dilatorio di centoventi giorni

    Il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo all’amministrazione consente di procedere all’esecuzione nei confronti dell’ente pubblico; verificata l’inerzia, il giudice dell’ottemperanza può ordinare l’esecuzione e nominare un commissario ad acta.

Massime di principio

  • L’ottemperanza è esperibile nei confronti di un ente locale quando un decreto ingiuntivo, notificato, esecutivo e non opposto, sia rimasto ineseguito dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996.
  • Nel giudizio di ottemperanza, la mancata prova dell’esecuzione del titolo da parte dell’amministrazione, a fronte della documentazione del titolo esecutivo e della sua notificazione, giustifica l’ordine giudiziale di adempiere entro un termine assegnato.
  • Il giudice dell’ottemperanza può nominare già nella sentenza un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia dell’amministrazione, specificando modalità, termini e attività necessarie per l’esecuzione, comprese le eventuali modifiche di bilancio.
  • Le spese e il compenso del commissario ad acta possono essere posti a carico dell’amministrazione rimasta inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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