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Sentenza

Sentenza n. 16503/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento - del provvedimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione -non recante n. prot.- depositato in data 04.11.2024 nel fascicolo inerente il ricorso avverso il silenzio inadempimento identificato a mezzo NRG 1936/2022 e comunicato a mezzo posta elettronica ordinaria in data 19.12.2024; - nonché del parere del Ministero dell’Università e della Ricerca prot. 8957 dell’11.06.2024 allegato nel medesimo procedimento NRG 1936/2022 in data 04.11.2024; - nonché della scheda di valutazione del MUR allegata sub 1 al deposito effettuato dal MIM nel fascicolo NRG 1936/2022 in data 04.11.2024; - a mezzo del quale l’Amministrazione resistente ha comunicato la conclusione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento della formazione professionale conseguita da parte ricorrente in Romania rigettando l’istanza presentata da parte istante in riferimento al percorso specializzazione sul SOSTEGNO; nonché di ogni altro atto presupposto conseguente o comunque connesso;

Giustizia amministrativa202414246

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento commissariale di rigetto dell'istanza di riconoscimento della specializzazione sul sostegno conseguita presso un'università rumena, con il parere del MUR e la relativa scheda di valutazione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministeri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il rigetto adottato dal commissario ad acta nominato per eseguire la sentenza n. 6874/2022, che aveva accolto il precedente ricorso contro il diniego di riconoscimento della specializzazione sul sostegno conseguita in Romania. Ha dedotto violazione della normativa europea e italiana sul riconoscimento dei titoli esteri e delle pronunce della Corte di giustizia UE e dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato nn. 18-22 del 2022; difetto di motivazione; eccesso di potere per contraddittorietà, manifesta illogicità e disparità di trattamento; impossibilità di partecipare ai percorsi INDIRE previsti dal d.l. n. 71/2024; violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990 e del soccorso istruttorio, oltre a ulteriori censure sul procedimento e sul parere del MUR. In corso di causa, il ricorrente ha dichiarato di aver conseguito la specializzazione sul sostegno tramite il percorso INDIRE e di non avere più un interesse concreto e attuale all'annullamento.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito le censure contro il diniego, perché il ricorrente ha dichiarato, per il tramite del difensore, la sopravvenuta carenza di interesse dopo aver conseguito la specializzazione tramite il percorso INDIRE. In applicazione del principio dispositivo, il giudice non può decidere nel merito una controversia alla cui prosecuzione l'interessato ha dichiarato di non avere più interesse. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.; spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Per le superiori considerazioni il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1 lett. c) c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta l'improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La dichiarazione del difensore che attesti la sopravvenuta carenza di interesse del proprio assistito alla decisione comporta l'improcedibilità del ricorso; in applicazione del principio dispositivo, il giudice non può procedere all'esame del merito.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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