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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3041/2023 del 24/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di conferma degli arresti domiciliari adottata dal Tribunale di Roma (art. 309 c.p.p.). L'imputazione riguarda plurime ipotesi di detenzione e ricettazione di armi da guerra (pistola Astra, tre fucili Garand e ulteriore arma da guerra) emerse in indagini su un sodalizio 'ndranghetista. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo dubbio sull'esatta identificazione del parlante nelle intercettazioni, scarsa intellegibilità e verosimiglianza delle intercettazioni, ampiezza della zona indicata (Campo Verde) non coincidente necessariamente con la sua abitazione, inesistenza del capannone indicato e assenza di riscontri, e quindi insufficienza delle risultanze indiziarie.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, perciò, inammissibile (art. 606, comma 3 c.p.p.). Ha ritenuto che la motivazione del giudice del riesame fosse logica e fondata sulla portata probatoria delle intercettazioni, sulla identificazione dei conversanti e sull'ubicazione dei luoghi; le censure del ricorrente chiedevano una rivalutazione del merito, preclusa alla Corte di legittimità. Conseguentemente il ricorso è stato respinto, l'ordinanza di conferma degli arresti domiciliari resta quindi confermata nel suo effetto; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e per i profili di colpa connessi all'impugnazione irrituale.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Attribuisce al Tribunale le funzioni esercitate nel procedimento di riesame; qui il Tribunale ha confermato la misura cautelare adottata dal Gip.

  • art. 606, comma 3 cod. proc. pen.

    Prevede la declaratoria di inammissibilità per i ricorsi manifestamente infondati; la Corte l'ha applicato dichiarando inammissibile il ricorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Stabilisce le conseguenze economiche a carico del ricorrente in caso di inammissibilità manifestamente infondata; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione ai profili di colpa dell'impugnazione irrituale che giustificano la condanna alla somma a favore della Cassa delle ammende.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 5, n. 602 del 14/11/2013, dep. 2014, Ungureanu, Rv. 258677-01)

    Principio secondo cui la Corte di Cassazione non può sindacare il giudizio di gravità indiziaria compiuto dal giudice di merito se basato su motivazione logica e coerente; richiamata per negare la rilevanza delle censure che miravano a una diversa valutazione del merito.

Massime di principio

  • Intercettazioni fondate e coerenti, se non contraddette, possono costituire base per la grave indiziarietà e per la conferma di misure cautelari.
  • Dubbi generici sull'identificazione dei parlanti nelle intercettazioni non sono sufficienti se il giudice di merito ha fornito valutazioni logiche sulla corrispondenza tra contenuto delle conversazioni e soggetti coinvolti.
  • La Cassazione non è sede per riconsiderare il merito delle prove o per chiedere una diversa lettura degli elementi di fatto quando la motivazione del giudice di merito sia coerente; il sindacato è limitato a questioni di diritto e a vizi di logicità manifeste.
  • Indizi di contesto (es. celle radiocellulari, prossimità dell'abitazione, riferimenti a luoghi/oggetti nelle conversazioni) possono integrare il quadro indiziario a supporto della disponibilità di oggetti materiali (armi) anche in assenza di ritrovamenti immediati.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e somme a favore della Cassa delle ammende per impugnazioni irrituali; conviene valutare attentamente la fondatezza prima di proporre impugnazioni in Cassazione.

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