Cassazione Civile, Ordinanza n. 36269/2022 del 13/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (proprietario fondo dominante)
La controversia
La controversia nasce dalla domanda di due società proprietarie di terreni con capannoni industriali in Brusciano di ottenere la costituzione coattiva di una servitù di passaggio pedonale e carrabile, anche per mezzi pesanti, sui fondi confinanti, ai sensi dell'art. 1052 c.c., per raggiungere la strada provinciale. Il tribunale accolse la domanda e la corte d'appello confermò, ritenendo che il passaggio richiesto fosse necessario per le esigenze industriali dei fondi e che non esistessero percorsi alternativi ugualmente idonei, oltre a ritenere congrua l'indennità. Le società soccombenti hanno proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: 1) violazione degli artt. 1051, 1052 e 1053 c.c. e di norme urbanistiche, sostenendo che i fondi dominanti avevano destinazione agricola/residenziale e quindi mancava il presupposto dell'esigenza industriale; 2) violazione di norme su accessibilità e agibilità, deducendo che i capannoni fossero privi di certificati di agibilità; 3) violazione degli artt. 61, 63, 116 e 196 c.p.c. e vizio motivazionale per adesione acritica alla c.t.u.; 4) ulteriore vizio motivazionale e violazione degli artt. 116 e 196 c.p.c. per il recepimento del supplemento di c.t.u. senza autonoma valutazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondate o inammissibili le censure: il vizio di motivazione era comunque non scrutinabile nella formulazione previgente dell'art. 360, n. 5, c.p.c. e, comunque, non ricorrevano le ipotesi di motivazione mancante, apparente o incomprensibile; sul merito, ha confermato che, ai fini della servitù coattiva di passaggio per esigenze dell'agricoltura o dell'industria, rileva lo stato attuale del fondo e la possibilità di un più intenso sfruttamento, non la qualificazione urbanistica astratta; ha inoltre escluso la rilevanza delle deduzioni su abusivismo e agibilità perché nuove, tardive e inconferenti rispetto all'oggetto del giudizio; infine ha osservato che la corte territoriale non si era limitata a recepire acriticamente la c.t.u., ma ne aveva motivato la condivisione. Le ricorrenti sono state condannate in solido alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 1051 c.c.
Richiamato unitamente agli artt. 1052 e 1053 c.c. per la disciplina della servitù coattiva di passaggio e dei relativi presupposti.
art. 1052 c.c.
La servitù coattiva di passaggio può essere costituita quando il passaggio risponda alle esigenze dell'agricoltura o dell'industria; il requisito va valutato in concreto, con riferimento allo stato attuale del fondo e alla possibilità di un più intenso sfruttamento.
art. 1053 c.c.
Richiamato tra le norme sulla servitù coattiva di passaggio e sull'indennità dovuta.
D.P.G.R. della Campania n. 1423 del Comune di Brusciano
Invocato dai ricorrenti, ma le relative doglianze sono state ritenute nuove/inammissibili o comunque non decisive nel giudizio sulla servitù.
D.P.R. n. 380/2001
Invocato dai ricorrenti in relazione alla destinazione urbanistica e ai profili edilizi, ma le deduzioni sono state giudicate non decisive o nuove.
D.M. LL.PP. n. 236 del 14 giugno 1989
Richiamato dai ricorrenti per contestare l'accessibilità, ma la censura è stata dichiarata inammissibile.
D.P.R. n. 503 del 24 luglio 1996
Richiamato dai ricorrenti per contestare l'accessibilità, ma la censura è stata dichiarata inammissibile.
art. 61 c.p.c.
Richiamato per contestare l'operato del consulente tecnico, ma la doglianza è stata dichiarata inammissibile.
art. 63 c.p.c.
Richiamato per contestare l'operato del consulente tecnico, ma la doglianza è stata dichiarata inammissibile.
art. 116 c.p.c.
Invocato per censurare il valore attribuito alle prove e alla c.t.u., ma la Corte ha ritenuto che si mirasse in realtà a una rivalutazione del merito.
art. 196 c.p.c.
Invocato per contestare il supplemento di c.t.u. e il suo recepimento, ma senza successo.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
Usato per dedurre violazioni di legge; la Corte ha esaminato le censure di diritto solo nei limiti consentiti, respingendole o dichiarandole inammissibili.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
Applicato nella formulazione novellata ratione temporis: il semplice difetto di sufficienza della motivazione non è più censurabile; rilevano solo anomalie motivazionali estreme.
art. 366, n. 4, c.p.c.
L'eccezione di inammissibilità per difetto di specificità del ricorso è stata respinta perché il ricorso risultava sufficientemente strutturato.
art. 380-bis.1 c.p.c.
Richiamato per la memoria depositata in camera di consiglio.
art. 111 c.p.c.
Richiamato per l'intervento dei successori a titolo particolare nel processo di appello.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
Applicato per il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.
Massime di principio
- Nel giudizio sulla costituzione coattiva di una servitù di passaggio per esigenze agricole o industriali, il requisito deve essere verificato in concreto, con riferimento allo stato attuale del fondo e alla sua effettiva possibilità di più intenso sfruttamento, non già sulla base di una qualificazione urbanistica astratta o meramente formale.
- La domanda di servitù coattiva di passaggio può essere accolta anche se il fondo abbia un accesso alla via pubblica, quando tale accesso non sia utilmente praticabile in relazione allo stato dei luoghi e all'uso futuro del fondo, purché sia provata la necessità del passaggio.
- Nel giudizio di legittimità, la censura di vizio motivazionale ex art. 360, n. 5, c.p.c., dopo la riforma, non consente di sindacare la sufficienza della motivazione, ma solo le anomalie estreme della motivazione stessa.
- Le questioni nuove, non dedotte nei precedenti gradi di merito e non specificamente prospettate, sono inammissibili in cassazione, specie quando sono anche inconferenti rispetto all'oggetto del giudizio.
- La doglianza che formalmente invochi violazioni di legge non può essere utilizzata per ottenere una rivalutazione del merito o delle risultanze tecniche della consulenza d'ufficio; la corte di merito può aderire alle conclusioni del c.t.u. purché dia conto, anche sinteticamente, delle ragioni del proprio convincimento.
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