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Sentenza

Sentenza n. 15722/2026 - Roma, Sezione 1Q

per l'annullamento del provvedimento del Consolato generale di -OMISSIS- del 9 febbraio 2023, recante diniego di visto di reingresso della ricorrente.

Giustizia amministrativa202305541

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego consolare del visto di reingresso in Italia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto di reingresso del 9 febbraio 2023, deducendo nullità e carenza della motivazione, travisamento ed erronea valutazione dei fatti, carenza di istruttoria, illogicità, violazione e falsa applicazione di legge e, in particolare, dell’art. 13, comma 4, d.P.R. 394/1999. Ha sostenuto che ricorressero gravi e comprovati motivi che le avevano impedito di chiedere tempestivamente il rinnovo e che il termine previsto dall’art. 5, comma 4, d.lgs. 286/1998 non fosse perentorio. Riferiva di essere titolare di un permesso di soggiorno con scadenza 21 ottobre 2022, di essersi recata all’estero per motivi personali verso la fine del 2021 e di avere denunciato lo smarrimento del titolo il 27 luglio 2022.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso perché infondato. Ha ricostruito che la ricorrente era uscita dall’Italia il 18 aprile 2021, dopo avere ritirato il permesso il 25 marzo 2021, e aveva denunciato lo smarrimento soltanto il 21 luglio 2022; il 7 settembre 2022 aveva chiesto il visto di reingresso, negato dopo preavviso di rigetto e sulla base del parere negativo della Questura. Poiché era rimasta fuori dall’Italia per oltre un anno, superando la metà della validità del permesso, ricorreva la condizione ostativa al rinnovo prevista dall’art. 13, comma 4, d.P.R. 394/1999. Il TAR ha inoltre escluso la deroga per gravi e comprovati motivi: lo smarrimento del titolo, denunciato oltre un anno dopo l’allontanamento, non era sufficiente. La domanda cautelare era già stata respinta con ordinanza del 27 aprile 2023. Spese integralmente compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 4, d.P.R. 394/1999

    Alla luce di quanto accaduto, come sopra ricostruito, non era possibile rilasciare all’odierna ricorrente il richiesto permesso di soggiorno, avendo la stessa trascorso in -OMISSIS- più di un anno, quindi più della metà della durata di validità del permesso di soggiorno in suo possesso e di cui chiedeva il rinnovo.

    Il rinnovo non è consentito quando il soggiorno fuori dall’Italia supera, per un permesso di durata almeno biennale, la metà della sua validità; nel caso concreto la permanenza all’estero per oltre un anno integrava tale presupposto ostativo.

  • art. 8 d.P.R. 394/1999

    Solo in data 21 luglio 2022 la ricorrente ha presentato denuncia di smarrimento del permesso di soggiorno e, ai sensi dell’art. 8 del d.P.R. n. 394/1999, il 7 settembre 2022 ha chiesto il visto di reingresso, poi negato, previo preavviso di rigetto, sulla base di motivato parere negativo della Questura di -OMISSIS-.

    La disposizione è richiamata quale base procedurale della richiesta del visto di reingresso; la decisione non ne sviluppa un’autonoma interpretazione.

Massime di principio

  • Il rinnovo o la proroga del permesso di soggiorno non è consentito quando lo straniero abbia interrotto la permanenza in Italia per oltre sei mesi oppure, per un permesso di durata almeno biennale, per un periodo continuativo superiore alla metà della sua validità.
  • La deroga al limite di permanenza all’estero prevista per gravi e comprovati motivi richiede che il motivo sia effettivamente comprovato e idoneo a giustificare il superamento del limite; lo smarrimento del titolo, denunciato oltre un anno dopo l’allontanamento, non è sufficiente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza

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