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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10995/2022 del 25/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro che confermava la condanna per rapina aggravata e lesioni aggravate in continuazione. Il ricorrente deduceva: mancata configurabilita del suo concorso nei reati ascritti; difetto di premeditazione in relazione alle lesioni; violazione dei canoni di valutazione della prova (art. 192 cod. proc. pen. e connesse doglianze); errata applicazione della circostanza aggravante prevista dall'art. 628, comma terzo, n. 3-bis, cod. pen. (minorata difesa per tempo di notte) e rifiuto della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità ex art. 62, comma 1, n. 4, cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso, nel suo complesso, inammissibile salvo quanto riguarda la contestata circostanza aggravante di cui all'art. 628, comma terzo, n. 3-bis, cod. pen. I primi e terzi motivi sono stati ritenuti privi di specificità ex artt. 581 e 591 c.p.p. e, in parte, inidonei perche tentativi di censurare la valutazione della prova oltre i limiti consentiti in cassazione; la richiesta di applicazione dell'attenuante per speciale tenuità e stata respinta in quanto, nei reati di rapina ed estorsione, non basta il modesto valore del bene sottratto ma va valutato anche il danno alla persona. Il secondo motivo, relativo alla circostanza aggravante per minorata difesa in quanto il fatto sarebbe avvenuto in tempo di notte, e stato invece ritenuto fondato: la Corte di appello non ha dato alcuna motivazione sul punto. Conseguentemente la sentenza impugnata e stata annullata limitatamente all'art. 628, comma terzo, n. 3-bis, cod. pen., con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro per nuovo giudizio sulla sola questione dell'aggravante; per il resto la sentenza rimane confermata.

Norme richiamate

  • art. 628, comma terzo, n. 3-bis, cod. pen.

    La Corte ha ritenuto necessario che, per applicare l'aggravante legata alla minorata difesa per il tempo di notte, il giudice di merito motivi in concreto l'effetto ostacolante sulla difesa. In mancanza di motivazione la valutazione va riesaminata.

  • art. 61, comma 1, n. 5, cod. pen.

    La circostanza aggravante della minorata difesa richiede tre verifiche: a) l'esistenza di una circostanza di tempo, luogo o persona astrattamente idonea a ostacolare la difesa; b) la produzione concreta dell'ostacolo alla difesa; c) l'avere l'agente concretamente profittato di tale condizione. Il tempo di notte puo integrare l'aggravante solo se dimostrato l'effettivo ostacolo alla difesa e l'approfittamento da parte dell'agente.

  • art. 62, comma 1, n. 4, cod. pen.

    L'attenuante del danno di speciale tenuità nei delitti plurioffensivi come rapina richiede una valutazione complessiva del pregiudizio: non e sufficiente il modesto valore patrimoniale sottratto, va considerato anche l'effetto sulla integrità e liberta della vittima. L'applicazione e rimessa al giudice di merito e non censurabile se priva di vizi logico giuridici.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    La Corte ricorda che non e consentito, in cassazione, usare la deduzione di violazione dell'art. 192 per superare i limiti di ammissibilita dei motivi connessi alla valutazione della prova imposti dall'art. 606 c.p.p.; cioe le censure sulla valutazione del fatto devono rispettare i vincoli di specificita e i limiti del giudizio di legittimita.

  • artt. 581, comma 1 e 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    I motivi di ricorso devono avere la specificita richiesta da tali disposizioni; motivi meramente reiterativi o non confrontati concretamente con le argomentazioni del giudice di merito sono inammissibili.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Limite all'ammissibilita delle doglianze relative alla motivazione: la Cassazione non e chiamata a rivedere valori probatori se la censura non rientra nelle ipotesi consentite da questa norma.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020

    Richiamata la forma di procedimento prevista dalla normativa emergenziale per lo svolgimento del processo; indicazione procedurale senza incidenza sulla decisione di merito.

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi di ricorso devono essere specifici; censure meramente reiterative o che non si confrontano con le argomentazioni del giudice di merito sono inammissibili.
  • Non è possibile eludere i limiti di ammissibilità delle doglianze sulla motivazione invocando l'art. 192 c.p.p.; le valutazioni probatorie effettuate in fatto sono incensurabili salvo i casi espressamente previsti dall'art. 606 c.p.p.
  • Per i delitti plurioffensivi come rapina o estorsione, l'attenuante della speciale tenuità richiede una valutazione complessiva del pregiudizio anche sul piano personale e non solo patrimoniale.
  • L'aggravante della cosiddetta minorata difesa (art. 61, comma 1, n. 5) non si applica automaticamente per il solo fatto che il reato sia commesso di notte: il giudice deve motivare in concreto l'effettiva diminuzione della capacità di difesa e l'approfittamento dell'agente.
  • Se il giudice di merito è del tutto silente su un profilo dogliante ben specificato, la Cassazione può annullare limitatamente a quella questione e rinviare per nuovo giudizio.
  • L'interpretazione conforme ai principi di offensività impone di evitare automatismi e presunzioni assolute nell'applicazione di circostanze aggravanti o attenuanti; ogni applicazione richiede motivazione casistica e concreta.

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