Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46630/2024 del 18/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Tomaselli impugnava il diniego del riconoscimento della continuazione tra reati di spaccio (violazioni dell'art. 73 D.P.R. 309/1990), deducendo che i fatti erano omogenei e realizzati con modalità analoghe (cessione al minuto davanti alla propria abitazione), pertanto riconducibili a un unico disegno criminoso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la motivazione del Giudice dell'esecuzione che, pur avendo considerato l'omogeneità delle condotte, ha valorizzato il significativo intervallo temporale tra gli episodi (da 5 mesi a 1 anno e 4 mesi; arco complessivo 2018-2020) e l'assenza di allegazioni probatorie specifiche sulla esistenza di una programmazione originaria. La Corte ha confermato che la mera reiterazione di condotte omologhe o una 'scelta di vita' non sono di per sé sufficiente prova di continuazione. In conseguenza del rigetto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale base per la richiesta di riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; utilizzata come riferimento procedurale per valutare la sussistenza del vincolo di continuazione.

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    La Corte richiama la nozione di 'unico disegno criminoso': non si identifica con una generica scelta di vita o tendenza a delinquere, ma richiede una deliberazione/programmazione iniziale di più condotte in vista di un unico fine, almeno nella linea essenziale.

  • art. 73 D.P.R. n. 309/1990

    I reati contestati sono violazioni di questa norma (spaccio/cessione di stupefacenti); la loro omogeneità è considerata un indice, ma non una prova automatica dell'unicità del disegno criminoso.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. U n. 28659/2017, Sez.3 n. 3111/2013, Sez.4 n. 34756/2012)

    Richiamati principi consolidati: per riconoscere la continuazione è necessaria una verifica rigorosa che i reati successivi fossero programmati al momento del primo episodio; omogeneità e contiguità spazio-temporale sono indici utili ma non conclusivi; lunghi intervalli temporali portano, salvo prova contraria, a escludere la previsione specifica dei fatti successivi e quindi la continuazione.

Massime di principio

  • La continuazione richiede prova di una programmazione iniziale di più condotte in vista di un unico scopo: non basta la mera reiterazione o omogeneità delle azioni.
  • La contiguità temporale e la coerenza modale degli episodi sono indizi rilevanti ma non determinanti: devono essere valutati insieme ad elementi che dimostrino la deliberazione originaria.
  • Intervalli temporali significativi tra gli episodi tendono a escludere la presumibile pianificazione originaria e quindi la continuazione, salvo prova contraria a carico di chi la invoca.
  • In sede di esecuzione, come in cognizione, il riconoscimento della continuazione richiede un approfondimento probatorio rigoroso: la difesa deve fornire elementi concreti che dimostrino l'unicità del disegno criminoso.
  • La qualificazione dei reati come omogenei (es. più episodi di spaccio) facilita l'accertamento, ma non solleva dall'onere di dimostrare la correlazione progettuale tra i singoli fatti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.