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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8999/2024 del 01/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso in Cassazione è stato proposto dal Pubblico Ministero avverso l'ordinanza del Tribunale per il riesame che aveva annullato la misura degli arresti domiciliari applicata dal GIP a Centanni per il reato di rapina aggravata. Il PM deduceva che il Tribunale aveva svalutato illegittimamente il riconoscimento fotografico reso dalla persona offesa, effettuato con certezza, e non aveva tenuto conto che le dichiarazioni difensive dell'indagato (sull'esistenza di un contatto telefonico con un terzo) risultavano smentite dall'analisi dei tabulati telefonici; tale quadro indiziario avrebbe dovuto sostenere la misura cautelare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha censurato il Tribunale per non aver adeguatamente valutato la capacità probatoria del riconoscimento fotografico e per non aver motivato le ragioni della sua svalutazione, pur non essendo state confutate le affermazioni difensive con prove di riscontro. Ha rilevato che il riconoscimento fotografico è una forma di dichiarazione e va valutato secondo i criteri di attendibilità intrinseca ed estrinseca e della compatibilità con gli altri elementi di prova. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Salerno per nuovo esame ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p.

Norme richiamate

  • decreto-legge n. 137 del 2020

    Regola la celebrazione del procedimento con contraddittorio scritto; richiamata per la modalità del rito nel procedimento di Cassazione

  • codice di procedura penale

    Le formalità previste per la ricognizione personale non esauriscono la valutazione della prova ricognitiva; il valore probatorio del riconoscimento fotografico va valutato come dichiarazione e sulla base dei criteri di attendibilità

  • codice di procedura penale

    Norma che consente il rinvio per nuovo giudizio al tribunale competente dopo annullamento dell'ordinanza cautelare

  • giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 5, n. 23090 del 10/07/2020; Sez. U., n. 41461 del 19/07/2012

    Richiamati principi consolidati secondo cui il riconoscimento fotografico costituisce una manifestazione dichiarativa e la sua capacità dimostrativa va valutata con i criteri della attendibilità intrinseca ed estrinseca e della compatibilità con altri elementi probatori

Massime di principio

  • Il riconoscimento fotografico è una forma di dichiarazione percepita e va valutato con i criteri di attendibilità intrinseca (coerenza, dettaglio percettivo) ed estrinseca (compatibilità con elementi di contesto), non solo in base alle formalità procedurali.
  • Il giudice non può svalutare senza adeguata motivazione un identificazione resa con sicurezza dalla persona offesa; se ritiene che sia falsa deve indicare le ragioni concrete che sostengono tale valutazione.
  • Le dichiarazioni difensive che vengono smentite da riscontri oggettivi (es. tabulati telefonici) aumentano il valore probatorio delle dichiarazioni accusatorie e devono essere valutate insieme al riconoscimento fotografico.
  • Le formalità previste per la ricognizione personale (art. 213 c.p.p.) sono utili ma non esclusivi: il valore probatorio dipende dalla valutazione complessiva della credibilità e compatibilità con gli altri elementi di prova.
  • Se il giudice di merito non fornisce un esame rigoroso della attendibilità delle dichiarazioni ricognitive e della loro compatibilità con gli elementi di contesto, la Cassazione può annullare e rinviare il provvedimento per nuovo esame.

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