Cassazione Penale, Sentenza n. 41404/2024 del 12/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Bologna che aveva parzialmente riconosciuto un indennizzo per ingiusta detenzione soltanto per i tre giorni di custodia pre-cautelare, contestando il rigetto dell'indennizzo relativo al periodo successivo (aggravamento delle misure non coercitive e arresti domiciliari). La difesa deduce inosservanza o erronea applicazione degli artt. 314 e 315 c.p.p., sostenendo che l'imputato era palesemente innocente e, quindi, non avrebbe neppure dovuto essere arrestato, nonostante i precedenti rigetti per carenza dei requisiti dell'art. 273 c.p.p.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza del motivo. Ha ritenuto corretta la distinzione operata dalla Corte territoriale tra il periodo di custodia pre-cautelare (per il quale è stato riconosciuto l'indennizzo) e il periodo successivo all'aggravamento della misura non coercitiva: quest'ultimo è stato escluso dall'indennizzo perché l'interessato aveva tenuto un comportamento eziologicamente rilevante (ripetute violazioni dell'obbligo di presentarsi alla PG, 17 violazioni in un mese) che giustificò l'aggravamento e la successiva custodia. La Corte ha ricordato il principio per cui l'indennizzo non spetta se la privazione della libertà è stata causata o concausata da un comportamento doloso o gravemente colposo dell'interessato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende; non è stata riconosciuta la rifusione delle spese al Ministero resistente.
Norme richiamate
art. 314 c.p.p.
Prevede l'indennizzo per ingiusta detenzione ma esclude il diritto alla riparazione se la custodia cautelare è stata causata o concausata da comportamento doloso o gravemente colposo dell'interessato; la Corte lo interpreta come norma che impone valutare il contributo causale dell'imputato anche rispetto a successive vicende cautelari derivanti dall'arresto originario.
art. 315 c.p.p.
Disciplina le modalità di liquidazione dell'indennizzo per ingiusta detenzione; è richiamato nel motivo del ricorso e nella valutazione del giudice della riparazione in relazione ai diversi segmenti temporali della detenzione.
art. 276 c.p.p.
Regola l'aggravamento della misura non coercitiva e l'adozione di misure cautelari successive; nella vicenda è la norma che legittima l'adozione di misura custodiale a seguito delle ripetute violazioni delle prescrizioni.
art. 273 c.p.p.
Riguarda i presupposti per l'esercizio dell'azione penale; è richiamato dalla difesa in relazione ai rigetti delle istanze e degli appelli basati sulla carenza dei requisiti di cui a tale articolo.
art. 5 CEDU
Principio europeo sulla libertà personale che impone ricorsi per detenzione illegittima; la Corte ricorda che l'interpretazione dell'art. 314 c.p.p. è compatibile con l'art. 5 CEDU, in quanto la Convenzione non impedisce che lo Stato limiti l'indennizzo quando la privazione di libertà sia stata eziologicamente collegata a un comportamento del detenuto.
Corte costituzionale, n. 219/2008
Citata a supporto del principio che l'indennizzo non dipende unicamente dall'esito del processo penale e che il giudice della riparazione deve valutare la solidarietà e le ragioni dell'istituto nell'interpretare l'art. 314 c.p.p.
Giurisprudenza di legittimità (Sez. U. n. 51779/2013, Nicosia; Sez. U. n. 32383/2010, D'Ambrosio; Sez. 4 n. 30578/2016, Lombardo; Sez. 4 n. 6903/2021, Nasone)
Richiamata per consolidare il principio che l'indennizzo non è dovuto quando la detenzione, pur formalmente legittima, è stata causata o concausata da condotte dolose o gravemente colpose dell'interessato; trova conferma anche nella giurisprudenza della Corte EDU (es. Lorenzetti c. Italia).
Massime di principio
- L'indennizzo per ingiusta detenzione può essere riconosciuto solo per i periodi in cui la privazione della libertà sia risultata ingiusta e non riconducibile a comportamenti dolosi o gravemente colposi dell'interessato.
- Il giudice della riparazione deve segmentare temporalmente la vicenda cautelare e valutare per ciascun periodo se l'indennizzo sia precluso dal contributo causalmente rilevante del detenuto (anche se la persona è poi assolta).
- La mera assoluzione non determina automaticamente il diritto all'indennizzo: occorre esaminare se la detenzione sia stata concausata da violazioni o comportamenti ostativi successivi o contemporanei.
- Le violazioni ripetute delle prescrizioni di misure non coercitive (es. obbligo di presenza in caserma) possono legittimare l'aggravamento e precludere il diritto alla riparazione per il periodo successivo.
- Le valutazioni nazionali sull'esistenza di un comportamento eziologicamente rilevante dell'interessato sono compatibili con l'art. 5 CEDU se tengono conto della distinzione tra detenzione formalmente illegittima e detenzione alla quale ha contribuito il detenuto.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41388/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41391/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41392/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41395/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41396/2024 del 12/11/2024
- Sentenza penale · 12 nov 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 41398/2024 del 12/11/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →