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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38571/2023 del 21/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Patruno ha impugnato la sentenza di condanna confermata dalla Corte d'Appello di Bari (28/04/2022) relativa ai reati contestati: ricettazione (art. 648 c.p.), resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) e la violazione richiamata dal comma 3 dell'art. 76 del D.Lgs. 159/2011. I primi due motivi di ricorso contestavano la responsabilità penale come concorrente nei reati di ricettazione e resistenza; la Corte territoriale aveva però già valutato e respinto tali censure rilevando la consapevole compartecipazione dell'imputato, anche se era mero passeggero. L'ultimo motivo denunciava la mancata declaratoria di estinzione per prescrizione della contravvenzione indicata nel capo c): tale motivo è stato ritenuto fondato.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto infondati i primi due motivi (confermate le valutazioni di merito sulla compartecipazione dell'imputato nella ricezione del mezzo e nella condotta di resistenza) e ha invece accolto l'ultimo motivo relativo alla mancata declaratoria di estinzione per prescrizione del reato indicato al capo c). Ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente a quel capo perché estinto per prescrizione e ha rideterminato la pena complessiva in mesi 7 e giorni 10 di reclusione e in euro 300,00 di multa.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Applicata per configurare la ricettazione: il giudice di merito ha ritenuto che la consapevole compartecipazione dell'imputato nella ricezione del mezzo provento di illecito fosse sufficiente a fondare la responsabilità anche se egli era passeggero.

  • art. 337 cod. pen.

    Interpretata nel senso che integra il reato la condotta di resistenza posta in essere nei confronti degli operatori di polizia giudiziaria; la Corte ha confermato che la condotta resistenziale rileva anche per un soggetto che si trovava come passeggero, quando sussiste una consapevole compartecipazione.

  • art. 76, comma 3, D.Lgs. 159/2011

    Il decreto è indicato tra le contestazioni; dal testo fornito non emerge una specifica interpretazione giurisprudenziale di tale norma nella motivazione della Corte di legittimità.

Massime di principio

  • La qualifica di "mero passeggero" non esclude automaticamente responsabilità penale: se emergono elementi di consapevole compartecipazione nella ricezione di un bene provento di reato o nella condotta resistenziale, il passeggero può essere ritenuto concorrente.
  • Le valutazioni di fatto del giudice di merito (ricostruzione degli elementi di responsabilità e partecipazione) sono difficilmente rimesse in discussione in sede di legittimità se corredate da motivazione adeguata e non illogica.
  • La prescrizione di un reato o contravvenzione deve essere espressamente valutata e dichiarata: la mancata declaratoria può costituire motivo fondato di annullamento parziale della sentenza.
  • Quando una parte del cumulo di reati risulta estinta per prescrizione, la Corte di legittimità può annullare senza rinvio limitatamente a quel capo e rideterminare la pena residua sui rimanenti capi.
  • In impugnazione si deve valutare distintamente la fondatezza delle censure di diritto e la congruità della motivazione di merito; censure già esaminate e motivate correttamente dal giudice di merito sono normalmente respinte.

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