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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39179/2024 del 25/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione dell'art. 178 lett. b) c.p.p.: il PM deduce che il Tribunale ha erroneamente dichiarato l'improcedibilità del reato per mancata querela (ai sensi dell'art.85 d.lgs.150/2022) ritenendo che la contestazione suppletiva dell'aggravante ex art.625 n.7 c.p. sia intervenuta oltre termini. Il Procuratore sostiene invece che la circostanza aggravante era comunque validamente contestata in fatto (o comunque contestabile fino alla chiusura del dibattimento) e che, pertanto, il reato doveva ritenersi procedibile d'ufficio

La decisione

La Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che l'aggravante di cui all'art.625, comma 1, n.7 c.p. (che riguarda la sottrazione di beni destinati a pubblico servizio) ha natura valutativa e dunque non è sempre "autoevidente"; tuttavia, nel caso concreto l'imputazione originaria conteneva, oltre alla sottrazione di energia dall'ENEL, l'esplicito riferimento a un "allaccio diretto" alla rete di distribuzione, elemento fattuale idoneo a rendere manifesto che il bene sottratto era posto a servizio della collettività. Ne consegue che l'aggravante era complessivamente contestata in fatto e che il reato doveva ritenersi procedibile d'ufficio. Per tali ragioni la sentenza impugnata è annullata e gli atti sono trasmessi al Tribunale di Napoli Nord

Norme richiamate

  • art. 129 c.p.p.

    Norma richiamata dal Tribunale per dichiarare 'non doversi procedere'; Cassazione valuta la fondatezza della dichiarazione alla luce del regime di procedibilità e dell'effettiva contestazione degli elementi aggravanti

  • artt. 624 e 625 c.p.

    Norme che definiscono il reato di furto e le circostanze aggravanti (tra cui la sottrazione di beni destinati a pubblico servizio). La Corte analizza quale sia il contenuto valutativo dell'aggravante n.7 e se fosse stato adeguatamente contestato in fatto

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150, art. 2 e art. 85 (disposizione transitoria)

    Per i reati perseguibili a querela della persona offesa in base alle disposizioni del presente decreto, commessi prima della data di entrata in vigore dello stesso, il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato

    La modifica ha reso la fattispecie procedibile a querela; la disposizione transitoria ha fissato il termine per la presentazione della querela per fatti commessi anteriormente. Nel caso non è stata presentata querela entro il termine transitorio

  • art. 178 lett. b) c.p.p.

    Norma invocata dal ricorrente per dedurre vizi di motivazione e di diritto nella sentenza impugnata; la Cassazione l'ha ritenuta fondata nel complesso delle argomentazioni esposte

  • Sezioni Unite, sentenza "Sorge" (n. 24906 del 18/04/2019) e giurisprudenza di legittimità citata

    Principio secondo cui le circostanze aggravanti possono essere contestate "in fatto" purché l'imputazione riporti elementi sufficienti a consentire la difesa; la rilevanza di componenti valutative nell'aggravante richiede un'indicazione fattuale adeguata o formule equivalenti

  • art. 520 c.p.p.

    Richiamato nel ricorso in relazione alla procedura di contestazione sopraggiunta in udienza delle circostanze aggravanti e alle conseguenze processuali (verbale, notifica, sospensione dibattimento, nuova udienza)

Massime di principio

  • L'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n.7 c.p. (beni destinati a pubblico servizio) ha natura valutativa: non è sempre "autoevidente" e richiede verifica giuridica sulla natura e destinazione del bene
  • Perché l'aggravante sia considerata validamente contestata senza richiamo normativo esplicito, l'imputazione deve contenere elementi fattuali che rendano manifesto all'imputato il carattere di "servizio pubblico" del bene (es. riferimento ad allaccio diretto alla rete di distribuzione dell'ente gestore)
  • Se l'imputazione originaria contiene una descrizione fattuale idonea a ricomprendere l'elemento aggravante, il reato può rimanere procedibile d'ufficio anche se, per effetto di modifiche legislative, la fattispecie sarebbe altrimenti procedibile a querela
  • Il PM mantiene poteri di integrazione/contestazione durante il dibattimento nei limiti previsti dall'ordinamento (ad es. art.520 c.p.p. per la contestazione in udienza), ma la correttezza formale e la tutela del diritto di difesa restano requisiti essenziali
  • In casi simili, l'accusa dovrebbe descrivere con chiarezza gli elementi fattuali che giustificano la qualificazione della res come destinata a pubblico servizio (es. modalità di allaccio alla rete, gestione da parte di ente concessionario o servizio collettivo) per evitare contestazioni di improcedibilità

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