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Sentenza

Sentenza n. 968/2026 - Latina, Sezione 2

per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del T.A.R. Roma, Latina, II Sezione, n.557/2023.

Giustizia amministrativa202500384

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Lazio, sede di Latina, n. 557/2023

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha proposto ricorso per l'ottemperanza alla sentenza del TAR Lazio, sezione staccata di Latina, n. 557/2023. Il Comune si è costituito in giudizio. Dopo rinvii disposti per consentire un tentativo di definizione transattiva, all'udienza del 22 settembre 2026 il difensore della ricorrente ha riferito i positivi sviluppi della transazione e ha dichiarato che la società non aveva più interesse alla decisione, prestando consenso alla compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La dichiarazione univoca della ricorrente, resa prima della decisione, precludeva al giudice di pronunciarsi sul merito, poiché il processo amministrativo resta nella disponibilità della parte che lo ha attivato. Le spese sono state integralmente compensate, in ragione dell'esito e del consenso di entrambe le parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    pertanto il Collegio, al cospetto dell’univoca dichiarazione del difensore della parte ricorrente concernente il venir meno dell’interesse al ricorso, la quale preclude la decisione nel merito della controversia, non può che dichiarare il gravame improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), del cod.proc.amm.

    Il ricorso è improcedibile quando, prima della decisione, il ricorrente dichiara in modo univoco il venir meno dell'interesse alla pronuncia.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    La disposizione è richiamata tra le norme viste, ma il testo non ne esplicita l'applicazione o l'interpretazione.

Massime di principio

  • Il processo amministrativo è nella disponibilità della parte che lo ha promosso: se il ricorrente dichiara in modo univoco, prima della decisione, di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice non può decidere il merito e deve dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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