Sentenza del 26/03/2018 n. 337 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
Accertamento - società estinte - responsabilità dei soci - art. 2495 c.c.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda la possibilità di contestare ai soci di una società estinta i debiti tributari della società ai sensi dell'art. 2495 c.c. La responsabilità dei soci non è illimitata né automatica: opera come successione ex lege nei debiti sociali, in via sussidiaria, e solo entro il limite delle somme effettivamente riscosse dai soci in sede di liquidazione, o comunque ricevute nei due anni precedenti alla liquidazione, quando tali somme rappresentino una quota delle attività destinabili al soddisfacimento dei creditori sociali. È inoltre necessario che il debito tributario sia esistente e definitivo e che il tributo sia stato iscritto a ruolo. L'Amministrazione deve quindi provare tutti i presupposti della responsabilità, non potendo limitarsi a richiamare la mera estinzione della società e la qualità di socio.
La decisione
L'accertamento nei confronti dei soci può essere legittimo soltanto se l'avviso motiva e dimostra l'esistenza e la definitività del debito tributario, l'iscrizione a ruolo e l'effettiva percezione, da parte dei soci, di somme provenienti dal patrimonio sociale, indicando il relativo ammontare. In mancanza di tale prova e di una motivazione specifica sui presupposti dell'art. 2495 c.c., la pretesa non può essere automaticamente trasferita ai soci e l'accertamento deve essere annullato o comunque limitato alla somma effettivamente ricevuta.
Norme richiamate
Art. 2495 c.c.
Dopo la cancellazione della società i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione.
La norma configura una responsabilità dei soci successoria e sussidiaria, limitata alle somme effettivamente ricevute in sede di liquidazione e non automaticamente conseguente all'estinzione della società o alla mera qualità di socio.
Art. 2697 c.c.
Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
L'Amministrazione finanziaria deve provare i fatti costitutivi della responsabilità del socio, inclusi l'esistenza definitiva del debito tributario, l'iscrizione a ruolo e l'effettiva percezione di somme derivanti dalla liquidazione.
Massime di principio
- L'estinzione di una società non consente, da sola, di pretendere il pagamento dei debiti sociali dai soci: occorre dimostrare che essi abbiano ricevuto somme o beni dal patrimonio della società.
- La responsabilità del socio è normalmente limitata all'importo effettivamente percepito e non può superare tale ammontare.
- L'Amministrazione deve indicare nell'atto impositivo tutti i presupposti della responsabilità e fornire una motivazione concreta sulla percezione delle somme; un richiamo generico all'art. 2495 c.c. non è sufficiente.
- Il debito tributario deve essere già esistente e definitivo e il tributo deve essere stato iscritto a ruolo prima che possa essere fatto valere nei confronti dei soci.
- In assenza di prova della distribuzione dell'attivo ai soci, o quando l'accertamento non quantifica quanto ciascun socio abbia ricevuto, la pretesa verso il socio è contestabile.
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