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Sentenza

Sentenza del 26/03/2018 n. 69 - Comm. Trib. Prov. Pavia

Omessa compilazione quadro RW - Attività finanziarie detenute all'estero emerse in seguito a diniego di accesso alla Voluntary Disclosure - Raddoppio dei termini - Non applicabile.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda la legittimità dell’applicazione del raddoppio dei termini ordinari per la notifica delle sanzioni relative alla mancata dichiarazione di attività finanziarie detenute all’estero. Tali attività erano emerse nell’ambito di una procedura di voluntary disclosure alla quale il contribuente aveva chiesto di accedere, ma l’istanza era stata respinta dall’Amministrazione. Il contribuente ha contestato l’estensione dei termini, sostenendo che il semplice diniego della voluntary disclosure non fosse sufficiente a rendere applicabile il raddoppio dei termini e che mancasse un’effettiva denuncia di reato.

La decisione

La pretesa sanzionatoria è stata ritenuta non validamente notificabile oltre i termini ordinari. Il raddoppio dei termini non è applicabile per il solo fatto che il contribuente abbia presentato un’istanza di voluntary disclosure successivamente negata. Ai sensi dell’art. 8, comma 2, della legge n. 23/2014, l’estensione dei termini opera soltanto quando vi sia stato un effettivo invio della denuncia di reato. In assenza di tale presupposto, l’Amministrazione deve rispettare i termini ordinari per la contestazione o l’irrogazione delle sanzioni.

Norme richiamate

  • Art. 8, comma 2, legge n. 23/2014

    Il raddoppio dei termini trova applicazione unicamente al verificarsi di un effettivo invio di denuncia di reato.

    Il raddoppio dei termini non discende automaticamente dalla presentazione, né dal diniego, di un’istanza di voluntary disclosure. È necessario che l’Amministrazione abbia effettivamente trasmesso una denuncia di reato.

  • Obblighi dichiarativi del quadro RW

    La violazione dell’obbligo di indicare nella dichiarazione le attività finanziarie detenute all’estero può comportare sanzioni, ma la relativa contestazione deve essere effettuata entro i termini previsti, salvo la presenza di uno specifico presupposto legale per il loro raddoppio.

Massime di principio

  • La presentazione di un’istanza di voluntary disclosure, anche se respinta, non consente di per sé all’Amministrazione finanziaria di beneficiare del raddoppio dei termini per accertamento o sanzione.
  • Il raddoppio dei termini costituisce un’eccezione e deve essere applicato restrittivamente: occorre verificare la sussistenza concreta del presupposto previsto dalla legge, in particolare l’effettivo invio di una denuncia di reato.
  • Per le violazioni relative al quadro RW è essenziale controllare la data di notifica dell’atto e confrontarla con i termini ordinari applicabili; un atto tardivo può essere contestato anche nel merito della pretesa sanzionatoria.
  • Il semplice collegamento tra attività estere non dichiarate e una possibile rilevanza penale non è sufficiente: il raddoppio richiede un’attività formale ed effettiva dell’Amministrazione, non una mera ipotesi o valutazione astratta.
  • La decisione non esclude le sanzioni per l’omessa compilazione del quadro RW, ma limita l’efficacia temporale dell’azione amministrativa quando manchi una denuncia di reato validamente trasmessa.

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